Educazione musicale

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di Claudio Gregorat

Dinanzi ad ogni progetto di educazione, e quindi anche musicale, sorge la domanda: “Come si può educare praticamente il fanciullo tenendo conto della sua realtà in continuo sviluppo?”
Tentiamo ora una descrizione sintetica, basandoci su due elementi:
– lo sviluppo dei fanciullo ripete, in brevissimo tempo, l’evoluzione storica dell’umanità
-il seguito dei settenni e loro conseguenti operazioni didattiche.
Seguendo l’evoluzione della coscienza del suono nel corso delle epoche, possiamo tracciare, con poche immagini, il seguente sviluppo:
nei tempi primordiali delle culture dell’estremo oriente, con centro in India, ogni espressione musicale – di norma a carattere cultico – avveniva su di un solo suono e più avanti su due suoni, come vari documenti attestano. Segue una cultura con centro in Persia, durante la quale i suoni che davano vita all’espressione musicale erano due e poi tre, fino alla successiva cultura egizia che amplia la gamma dei suoni fino a quattro – ad intervalli di 5: Sì – Mi, La – Re e successivamente a cinque, con la  conseguente stabilizzazione della scala chiamata pentatonica.
La successiva cultura greca e poi romana, vede ampliare ulteriormente l’ambito dell’esperienza sonora fino a sette suoni, che rendono possibile la formazione, e conseguente pratica, del sistema modale. Questo poi mantiene la sua validità musicale fino alle soglie dell’epoca moderna dove – per le esigenze dello sviluppo della coscienza – il sistema modale si trasforma in tonale tutt’ora valido, entro il quale si evidenziano in modo particolare la polifonia e l’armonia: ed entro quest’ultima i modi maggiore e minore.
Questo sistema tonale adopera i sette suoni delle scale modali più le relative alterazioni. In epoca contemporanea poi, i suoni effettivamente impiegati in sede musicale sono in realtà dodici enti autonomi.
Tutto questo itinerario viene percorso dal bambino, fanciullo, ragazzo e giovane, entro l’ambito di diciotto-vent’anni. Le scadenze importanti si hanno nel l°, 2° e 3° anno. Poi nel 5° e 9°, 12°, 14° e 18° anno nel seguente modo:
-durante il 1° anno, fino a che il bambino non si pone ritto in piedi, le filastrocche e ninne-nanne che si cantano, dovrebbero realizzarsi su di un solo suono
-nel 2° anno su due suoni
-nel 3° anno su tre suoni
-nel 4° e 5° sull’intera scala pentatonica fino al 9° anno. Dal 9° anno al 12°, è opportuno accostare al ragazzo canti e brani modali e quindi omofonici.
-col 12° anno si introduce il ragazzo alle musiche tonali in modo maggiore, sia omofoniche che polifoniche: fino a Mozart, per essere più precisi.
-con la pubertà il ragazzo può venire introdotto nel modo minore – da Beethoven in poi: in breve nella musica romantica
-col 18° anno di età si può passare al modernismo, ma sempre rimanendo entro l’ambito della tonalità ed evitando ancora le musiche astratte contemporanee che potranno essere conosciute più avanti.

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Seguendo invece il procedere dei settenni, la pratica dovrebbe considerare la realtà di sviluppo del fanciullo. Dalla nascita fino alla seconda dentizione, il fanciullo è “tutto testa”. Da questa, si dipartono, verso il basso, le forze plasmatrici dell’intero organismo, seguendo il ritmo dei respiro. L’attività respiratoria – inspirazione-espirazione produce il seguente fenomeno: con l’inspirazione la pressione sul liquor entro la colonna vertebrale sale ed il cervello subisce una sollecitazione, che subito cessa con diminuire della pressione per via della espirazione. Il ritmo che ne deriva è: inspirazione-espirazione, inspirazione-espirazione ….. 1-2, 1-2, 1-2.  Su questo ritmo si possono inserire solo la filastrocca e la ninna-nanna, le quali dovrebbero accompagnare il bambino fino alla seconda dentizione. Ogni altra forma musicale gli rimane estranea – per quanto egli la possa imitare perfettamente essendo egli un imitatore per sua natura – non avendo ancora sviluppato gli organi adatti a poterla utilizzare musicalmente per la sua formazione e sviluppo. Il significato dei cambio dei denti è noto:il bambino vuole rendersi indipendente e libero dal modello fornitogli dai genitori, per iniziare a svilupparsi secondo il proprio modello. Su questo verrà, d’ora in avanti, formato il suo organismo, grazie all’attività del proprio corpo eterico-vita1e che ora ha iniziato la sua attività. Le malattie dell’infanzia – esantematiche – sono la testimonianza di questa lotta che culmina col cambio dei denti. Il bambino respinge i denti di latte avuti in prestito per usare d’ora in poi i suoi propri.

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Questo fenomeno avviene anche a causa di un contrasto, di una lotta fra forze opposte. Mentre fin qui erano dominanti le forze formatrici che scendevano dalla testa verso il restante organismo in formazione, ora entrano in azione anche le forze sonoro-poetico-musicali accolte fin qui attraverso l’orecchio e incamerate nel sottostante organismo e che ora si pongono in opposizione a quelle della testa. L’urto avviene nella parte inferiore del capo e provoca la caduta dei denti di latte.
Così ha inizio il secondo settennio con la nascita del corpo eterico-vitale proprio del bambino. Ora entra in gioco anche il ritmo cardiaco in collaborazione con quello respiratorio. Il lavoro didattico  può essere svolto sui vari piedi poetico-musicali che sorgono dalla collaborazione dei due sistemi. L’aspetto fondamentale dell’educazione ora si basa sull’accostamento estetico-artistico legato al sentire che deve risultare dominante in tutte le manifestazioni. Quindi la musica e la poesia dovranno essere accostate in merito alla propria forma, struttura che l’insegnante avrà cura di porre in rilievo.
Questo secondo settennio è il più importante di tutti per la somma di esperienze che il ragazzo deve affrontare. Musicalmente deve portare la pentafonia alle sue ultime possibilità. Poi passa attraverso la modalità per entrare entro la sfera della tonalità in modo maggiore. Parallelamente compie le prime esperienze di polifonia e armonia col canto a più voci.

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In questo periodo è estremamente importante curare anche lo sviluppo della memoria – importante attività del corpo eterico/vitale – e lo sviluppo della logica per mezzo della musica.
Intorno al 14° anno circa, ha luogo un’altra lotta a causa della nascita del corpo astrale-emozionale personale del ragazzo. Questi ora sente dentro di sé qualcosa di nuovo che urge verso l’esterno e cerca di esprimersi e manifestarsi: la propria vita interiore.Questa forza ora entra in lotta con le forze plasmatrici che scendono dal capo e l’urto avviene al livello della laringe con la conseguente muta della voce. Importante manifestazione dell’essere interiore del ragazzo, parallela alla maturità sessuale.
Il fatto nuovo di vivere un elemento personale interiore, consente di sperimentare il modo minore ed il mondo romantico..
Ora, accanto alla forma/struttura va presentato al ragazzo il contenuto della musica, che egli  può afferrare e vivere nella propria interiorità.
Il senso logico coltivato negli anni precedenti, consente un impiego del pensare che d’ora in avanti dovrà essere coltivato adeguatamente, secondo una visione scientifica del mondo.
Il settennio fin qui descritto – ripetiamo – è il più delicato ed importante e va seguito con particolare cura, attenzione e competenza. Più avanti si tratterà solo di ampliare il campo dell’esperienza musicale fino ad arrivare al modernismo espresso al meglio dagli impressionisti. Mentre la corrente espressionista, per la tua comprensione, richiede una maturità maggiore, che può essere ipotizzata per l’età dopo il ventunesimo anno di età.

Ancora sulle malattie esantematiche

 

Riflessioni di Giovanni Peccarisio

Un evento molto significativo e di vitale importanza per la manifestazione e la successiva libera esplicazione delle forze della personalità dell’individuo e quindi dell’Io, avviene con l‘apparizione delle malattie esantematiche, conosciute come malattie infantili che possono manifestarsi anche oltre la seconda dentizione. Le cosiddette malattie esantematiche in realtà, sono veri e propri processi di sviluppo del bambino in quanto sono essenziali per una sana crescita del suo corpo fisico e della futura maturità psichica. Per una più facile comprensione, si continuerà comunque ad adoperare il termine più in uso di malattie esantematiche. Tenendo presente quest’ultima caratterizzazione le malattie esantematiche si possono considerare come la prima e la più importante manifestazione dell’azione dell’Io per trasformare e personalizzare il corpo fisico avuto in dono, per ereditarietà, dai genitori. L’Io considera il corpo come uno strumento affine alla sua essenza del quale deve servirsi, nel modo più adeguato, per esplicare i compiti assegnatili da una Saggezza superiore nel proseguo della vita. Ogni malattia infantile è dunque l’immagine di un intervento dell’Io per aiutare lo sviluppo del bambino. Grazie a questa manifestazione il bambino dimostra essere veramente un “uomo in divenire “, secondo l’efficace caratterizzazione data da Rudolf Steiner. Ciascuna di queste malattie infantili segnano un tratto di cammino che l’Io compie nel processo di individualizzazione del corpo fisico, in quanto esso serve come base, come fondamenta necessarie per poter crescere e sviluppare la propria vita animica o psichica, nonché quella spirituale.

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Le caratteristiche fondamentali dell’azione dell’Io sono due.

Si rivelano nei processi di calore evidenziati dall’arrossamento della pelle e dall’innalzamento accentuato della temperatura corporea. Gli esantemi che si manifestano a livello fisico lesionando la pelle, con conseguenti cicatrici che però, se ben curate, scompaiono in breve tempo. È sintomatico come la malattia contemporaneamente ai processi di calore, si mostra, tramite il sangue, fino all’estrema periferia del corpo manifestandosi sulla pelle in maniera visibilmente drammatica. Arrossamenti, eczemi, pustole ecc. sono l’immagine evidente di un qualche cosa che dall’interno è portato con forza all’esterno ed espulso proprio tramite gli esantemi che compaiono sulla pelle. Questo qualche cosa espulso è proprio la materia fisica ereditata, che deve venir sostituita da altra materia. Quest’ultima deriva dall’azione dell’Io del bambino stesso, che vuole costruirsi un corpo fisico adatto alle proprie necessità evolutive, che appartengono a lui solo. Il bambino si è scelto un modello fisico donato dai genitori solo per poterlo lavorare e trasformare con le sue forze individuali, grazie all’organizzazione del proprio Io, allo scopo di renderlo adatto alle sue future esigenze. Le manifestazioni dell’Io, stazione eretta, camminare, parlare, pensare a cui si è già accennato, sono caratteristiche universalmente umane. Le malattie infantili offrono la possibilità all’essere umano di andare aldilà delle peculiarità universalmente umane manifestando quelle individuali. Il bambino divenuto uomo adulto potrà, coscientemente e liberamente, usare le proprie qualità individuali per relazionarsi a quella grande o piccola parte dell’umanità che il destino gli porterà incontro. Solo quando l’Io individuale si appoggia ad un corpo fisico che riconosce affine a se stesso può giungere a una più matura coscienza del mondo esterno e conquistare l’autocoscienza. Coscienza significa esperienza fatta propria tramite conoscenza, amore e libertà nel pensiero per poter compiere scelte di vita il più possibile libere da condizionamenti esterni. Il bambino, l’uomo in divenire, diventato adulto potrà chiedere a se stesso:

Sono io che penso o sono i miei genitori o qualsiasi altra autorità esterna che pensa in me? Sono veramente io che posso decidere in libertà se accettare o non accettare tutto quello che farà parte del mio cammino individuale?”

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Qualsiasi intervento esterno perciò che impedisca la libera esplicazione di questo processo è un crimine contro l’evoluzione futura dell’umanità. Il favorire invece, proteggendolo, questo processo significa contrastare la manipolazione delle coscienze di molti uomini per il potere di pochi. Rimane da sottolineare che ciascuna malattia esantematica – che si conoscono in realtà essere dei processi di sviluppo – si rapporta ad uno dei quattro elementi fondamentali della vita terrestre, compresa quella umana. Si possono infatti confrontare le malattie esantematiche anche con la natura dei quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco. Con gli interventi vaccinali, che interferiscono con la corretta funzione nell’organismo umano dei quattro elementi, viene disturbata non solo la crescita fisica del corpo del bambino, ma anche per conseguenza, la maturazione del suo mondo interiore essendo nel bambino strettamente unita la parte psichica con quella fisica.. Il morbillo, ad esempio, ha un rapporto diretto con l’elemento liquido grazie al quale l’azione delle forze vitali può essere esplicata. Esso serve a rafforzare, a rinvigorirle, tenendo sempre presente che ciò avviene tramite l’organizzazione dell’Io per cui vi potranno essere ripercussioni anche sull’attività pensante. Disagi quali dislessia, disgrafia, particolari forme di animalità e così via avvengono a causa di un mancato sviluppo corretto dell’attività pensante. Per questo motivo, ad esempio, la vaccinazione contro il morbillo è un intervento arbitrario e negativo per il sano sviluppo dell’essere umano, composto come si sa per circa l’80% di elemento liquido. Altre malattie esantematiche hanno a che fare con gli altri tre elementi: la scarlattina con l’elemento di calore (il fuoco), la pertosse ( chiamata anche tosse cattiva ) con l’aria, la varicella con l’elemento terra. Questi interventi, compiuti durante la delicata fase di crescita dei primi anni di vita, smorzano o addirittura impediscono sul nascere l’attività dell’Io quale nucleo essenziale dell’individualità dell’uomo in divenire. In questo modo si interferisce nella manifestazione delle peculiarità individuali, quelle che differenziano tra loro gli esseri umani e che li rendono capaci di compiere scelte libere, attingendo direttamente dalla propria interiorità. Qualsiasi blocco o interferenza in questo processo, può portare ad una livellazione delle coscienze, rendendo molti individui deboli nella loro personalità, per cui risulterà più facile essere guidati e condizionati dall’esterno.

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Osservando le caratteristiche delle malattie esantematiche, si notano quattro fasi di manifestazione nel tempo. E’ interessante vedere come tutto quello che concerne i cambiamenti o i rapporti nel processo delle malattie esantematiche si pone in relazione al numero quattro. Qualsiasi processo o struttura terrestre, infatti, si articola secondo una quadruplice costituzione.

Le malattie esantematiche anche da questo punto di vista, indicano uno stretto rapporto con l’incarnarsi sulla terra da parte del bambino.

1° tempo: incubazione che inizia dall’interno.

2° tempo: stadio iniziale della malattia.

3° tempo: febbre normale, eruzioni.

4° tempo: fase di convalescenza.

I tempi, a seconda della malattia esantematica, possono variare tra di loro.

Molto si potrebbe ancora dire su questo tema, ma rimandiamo il lettore a scritti più specifici dove siano i medici stessi a parlare, medici che naturalmente considerino le malattie esantematiche nel loro vero aspetto di processo evolutivo.

Come esempio – ed a conferma di ciò che è stato detto – nel sottostante schema vengono messi in evidenza i rapporti esistenti tra gli elementi, le parti costitutive umane che l’Antroposofia di Rudolf Steiner porta a conoscenza e alcune malattie esantematiche.

Elementi TERRA ACQUA ARIA FUOCO
Parti costitutive Corpo fisico Corpo eterico Corpo astrale Organizzazione dell’Io
Malattia Varicella Morbillo Pertosse Scarlattina
Difterite
Parotite
Rosolia

Non è certo un caso che alcuni bambini vivono determinate malattie, alcune anche più volte, mentre invece altri non ne contraggono nessuna. Ciò significa che i primi hanno evidentemente bisogno di rafforzare una parte costitutiva del proprio corpo, per poter in seguito adempiere agli specifici ed individuali compiti che incontreranno nella vita. Questo spiega, per esempio, i casi di fratelli, di bimbi che frequentano il medesimo ambiente familiare o scolastico e che, pur essendo a stretto contatto con altri bimbi affetti da malattie esantematiche, non ne vengono contagiati. Quando si manifestano le malattie esantematiche, grazie all’aiuto attento e capace di un medico occorre seguirle, condurle ad una corretta risoluzione senza, ad esempio stroncare la febbre, poiché esse sono necessari eventi nella vita del bambino che portano a necessari cambiamenti, assestamenti nel suo sviluppo. Da parte dei genitori, dei medici, degli insegnanti, in una parola di coloro che hanno la responsabilità di seguire, di proteggere i piccoli uomini in divenire, è di fondamentale importanza permettere la libera esplicazione di questi processi naturali di sviluppo individuale, per non ostacolare il loro futuro. Il più importante tra i compiti che tutti gli adulti educatori hanno e che possono compiere, è quello di proteggere i piccoli “ uomini in divenire “ affinché possano essere in grado di scegliere con Amore e in Libertà la direzione della loro evoluzione individuale.

 

 

 

 

Le malattie esantematiche

Tratto dal libro “Ereditarietà ed individualità

di Giovanni Peccarisio, maestro Waldorf

Gli argomenti di cui si è parlato finora esprimono la lotta che viene compiuta tra le forze dell’ereditarietà e quelle dell’individualità. Ci sono momenti in cui la lotta è molto forte come ad esempio nel caso delle malattie infantili esantematiche. Le cosiddette malattie esantematiche indicano lo sforzo che fa il bambino per riassestare il suo corpo fisico secondo le sue personali esigenze. Sono lotte drammatiche perché a seconda della malattia, il corpo del bambino si ricopre di chiazze, di puntini, di croste. Esso diventa esteriormente quasi un mostro: infatti espelle verso l’esterno, sulla superficie corporea, tutto ciò che non riesce più ad armonizzarsi con le forze dell’individualità. Di solito tra l’inizio della malattia ed il definitivo riassestamento decorrono circa ventotto giorni. Concluso questo periodo la pelle si rigenera, il bambino (se la malattia è stata condotta in modo corretto) torna sano, anzi si è maturato e addirittura allungato di statura: il bimbo ha compiuto un salto nel suo sviluppo corporeo e anche psichico. Per questo motivo le malattie esantematiche non possono essere considerate vere e proprie malattie bensì riassestamenti, crisi di crescita che fanno parte di una normale evoluzione. Con più attenzione ora verranno osservate le caratteristiche di ciò che comunemente è designato con il termine di malattia. La genesi dell’insorgenza di una normale malattia avviene quando l’equilibrio tra le varie funzioni organiche si rompe dall’interno  o viene rotto dall’esterno. Il corpo fisico è un organismo unitario, perciò quando, ad esempio, la funzione del cuore si deteriora anche le reni ne risentono nella loro funzionalità; similmente avviene anche nel caso del fegato in rapporto al cuore. Il difettoso funzionamento di un organo prima o poi coinvolgerà la salute di un altro organo. La causa della malattia quindi, può provenire dall’esterno per uno stile di vita errato, disordini alimentari, ritmi stressanti e via dicendo, o dall’interno quando cioè le disposizioni ereditarie a determinate malattie non vengono dominate dalla forza dell’individualità che invece soccombe ad esse o, per necessità karmiche, da una terza direzione, dall’alto. Tutto quello che ha a che fare con la vita di ciascun individuo dipende comunque e sempre dalle leggi del karma in generale. Queste leggi si manifestano in rapporto alle diverse caratteristiche e ai diversi eventi che accadono nel corso della vita. Per maggior chiarezza  si possono riassumere le cause principali di malattia con il seguente schema:

Dall’esterno   > Ritmi, alimentazione errata, incidenti ecc.
Dall’interno   > Forza individuale più debole delle predisposizioni ereditarie
Dall’alto         > Necessità karmiche individuali

Nelle malattie esantematiche i motivi sono altri ancora: esse risiedono nelle disposizioni karmiche universalmente umane. Queste ultime, aldilà delle tendenze ereditarie o delle energie individuali, fanno parte integrante della formazione del corpo fisico nel primo periodo di vita. Le malattie esantematiche sono da considerarsi vere e proprie possibilità per dare una impronta individuale al corpo ricevuto dai genitori. E’ proprio per questo scopo, cioè individualizzare, far proprio il corpo fisico preso a prestito dai genitori, che i  bimbi hanno la possibilità di vivere le malattie esantematiche. In un certo senso ciascuno si sceglie le malattie esantematiche che gli occorrono  per ritrovare un equilibrio fisico diverso da quello donato dai genitori. Quando però un bambino, nonostante la vicinanza, ad esempio, di un fratellino già interessato ad una qualsiasi malattia esantematica, non ne rimane contagiato, pur essendo queste malattie di natura contagiosa, ciò significa che il primo bambino, a differenza del fratellino, non ne ha bisogno. Significa che non gli interessa quella certa malattia, non è adatta alla sua evoluzione, perciò non ne viene contagiato. Sotto questo aspetto dunque le malattie esantematiche non possono essere considerate vere e proprie malattie poiché diventano, in un particolare momento della vita del bambino, la possibilità di far valere, di esercitare la forza della propria individualità. Il bambino può, tramite esse, esercitare finalmente la forza della sua individualità. In questo grande lavoro di cambiamento il bambino, esercitando la forza della sua individualità, modifica tutto ciò che del proprio corpo fisico ancora non gli appartiene. Egli trasforma quanto di ereditario è rimasto per diventare, il più possibile, libero e padrone di quello strumento che dovrà servirgli per tutta la vita: il suo corpo fisico. Le malattie infantili perciò sono da considerarsi un vero e proprio  aiuto all’evoluzione individuale. Intrinsecamente quindi la loro origine non fa parte della genesi della malattia normale anche se comunque, proprio come le altre, le malattie esantematiche possono degenerare in una vera e propria patologia. Quando non vengono trattate in modo terapeuticamente corretto, quando cioè non sono seguite nel modo più giusto nelle loro diverse fasi e nelle loro specificità, possono portare a diverse complicazioni, per cui debbono essere trattate sempre con molta attenzione sia da parte dei genitori che, ovviamente, dal medico curante. Un’altra caratteristica delle “malattie” esantematiche (volendo continuare a chiamarle comunque con questo termine), è quella di essere, ciascuna di esse, in rapporto con determinati elementi costituenti la corporeità umana, componenti che già anticamente erano conosciuti come: aria, acqua, elemento terroso e calorico. Ogni malattia esantematica agisce cioè in modo prevalente su una delle quattro componenti fisiche che stanno alla base della costituzione corporea e cioè: sui liquidi, sulla respirazione, sull’elemento calorico, sulle parti più addensate del corpo fisico. Come conseguenza si ha che non solo il corpo fisico viene interessato con tutte le sue eruzioni, desquamazioni, arrossamenti ed altri sintomi ancora, ma anche le componenti non fisiche dell’essere umano sono cointeressate in questa lotta che compie il bambino per affermare la propria individualità. Si osservino per maggiore chiarezza i seguenti rapporti:

ELEMENTO STATO FISICO PARTE COSTITUTIVA
terra solido corpo materiale fisico
acqua liquido corpo eterico
aria gassoso corpo astrale
fuoco calorico organizzazione dell’ IO

Si prenda ad esempio ed a conferma di questo modo di considerare le malattie esantematiche la scarlattina. La scarlattina è una malattia che si manifesta soprattutto nei processi di calore, ed interessa l’Io del bambino. Il calore sale dal ricambio verso l’alto, su  fino alla lingua trasformandola nel classico color rosso lampone. Anche la gola è rosso fiamma e piccole macchie colorano, soprattutto il busto, di un rosso scarlatto; si può vedere nell’azione del calore una forza che da dentro spinge verso la periferia. Il bambino allora si avvale di uno strumento quale è la febbre, spesso temuta e quasi demonizzata, giacché la maggior parte delle volte viene stroncata sul nascere. La febbre invece è un naturale processo calorico, per cui il bambino per suo mezzo può eliminare quanto in eccesso si trova ad avere di non suo: tramite essa brucia, eliminandoli, quelli che si possono definire residui. Questi ultimi si possono considerare un inutile deposito di forze ereditate dai genitori che, nonostante i precedenti tentativi di cambiamento del corpo fisico, non sono state sufficientemente elaborate dalle proprie forze. Il bambino sente la necessità letteralmente di buttare fuori questo deposito, queste scorie: le butta verso l’esterno, le butta via dagli organi interni verso la periferia, verso la pelle. La natura di fuoco della scarlattina si può osservare anche quando essa compare in modo inaspettato in alcuni casi quando, ad esempio, il bambino si procura una forte scottatura che lo porta ad avere come conseguenza una grave ustione. Il rapporto tra malattie esantematiche ed i quattro elementi potrebbe naturalmente continuare con vari e minuziosi dettagli. Nei bambini affetti da pertosse (tosse asinina) si vede come sia soprattutto coinvolta la respirazione, e quindi l’elemento aria,  con terribili spasmi respiratori e respiro a strascico. Nel caso del morbillo invece viene interessato soprattutto l’organismo liquido: lo si può osservare dai sintomi più evidenti:  occhi che lacrimano, naso che cola copiosamente e una fastidiosa tosse  grassa. In questo contesto sono state riportate solo alcune indicazione riguardanti altre malattie esantematiche, perché si rimanda l’argomento ai libri preposti che con dovizia di particolari espongono, anche da parte di medici, queste relazioni.