L’albero di Pasqua

Per il nostro  albero di Pasqua, in casa, abbiamo scelto un ramo di rose, anzi tre, naturalmente secchi. Il loro significato allude al mistero che in questo periodo dell’anno, così come  spiega Claudio Gregorat nel suo Commento al calendario  dell’anima di Rudolf Steiner,  il nostro pensiero perde in chiarezza, si fa sognante, meno aderente al reale, in un certo senso muore, ma proprio per questo può attuare il suo incontro con il Cristo cosmico.

I rami sono stati decorati con  fiori, rose, farfalle, uccelli a simboleggiare il risveglio della natura.

La natura si sveglia, il pensiero tace. E’ una situazione polare, lo spirito percorre vie antitetiche a quelle della materia. In effetti, come dice ancora Gregorat nel libro appena citato, la Pasqua andrebbe festeggiata in autunno, così come accadeva negli Antichi Misteri.

Le uova racchiudono la nostra vita, in attesa del nostro incontro con il Cristo!

Buona Pasqua a tutti gli amici da Stefano Freddo, Piero Priorini e Luigina Marchese

Le Notti Sante -terza parte

    In precedenza abbiamo proposto per le Notti Sante un cammino che, partendo dal Capricorno, giungeva fino al segno del Sagittario, un segno zodiacale da percorrere per ognuna delle notti dal 24 dicembre al 5 gennaio. Ora, traendo ispirazione, per quanto concerne il susseguirsi dei segni zodiacali medesimi, dal testo di

Sergej Prokofieff Le dodici Notti Sante 
e le Gerarchie spirituali 

proponiamo di iniziare dai Pesci per arrivare all’Ariete, con una specifica facoltà interiore da meditare ed attuare.

    Da Prokofieff leggiamo:- Questo nuovo percorso necessita di parole di chiarimento. In merito ai segni zodiacali, Rudolf Steiner parla della loro successione a partire dall’Ariete per finire con i Pesci, cioè conformemente al movimento fisico del Sole da Est a Ovest.

Se si leggono le dodici virtù di Claudio Gregorat, si può infatti constatare tale movimento

https://luiginamarchese.wordpress.com/2015/07/24/l-e-d-o-d-i-c-i-v-i-r-t-u/

   Continua Prokofieff: – Della successione inversa dai Pesci all’Ariete, cioè nella direzione da Ovest a Est, Rudolf Steiner parla di regola soltanto in relazione allo spostamento lungo l’eclittica del punto dell’equinozio primaverile; il riflesso di questo spostamento è l’avvicendamento dei periodi di cultura nella evoluzione storica dell’umanità. Dal punto di vista dello studio antroposofico dell’uomo, alla prima di queste successioni -dall’Ariete ai Pesci- corrisponde il processo del risvegliarsi dell’uomo, o processo di incarnazione. Ciò è particolarmente evidente nel periodo embrionale, quando tutto l’organismo umano si forma nella direzione del capo verso le estremità. Vi è l’entrata della corrente occulta che penetra l’organismo umano nella direzione del capo alle estremità, cioè microcosmicamente, quindi dall’Ariete ai Pesci. Questa corrente porta con sé tutto il precedente karma dell’uomo, che trova la sua espressione nella costellazione degli astri celesti presente al momento della sua nascita oppure del suo concepimento. Il Karma precedente è anche direttamente connesso alla vita dell’uomo nei mondi spirituali prima della nascita e deriva dalle sue precedenti vite terrene. La corrente citata continua ad agire anche nel corso delle vita diurna, che l’uomo trascorre dalla mattina alla sera insieme al movimento visibile del sole lungo la volta celeste da Est a Ovest. 

   Alla seconda successione dei segni dello zodiaco, -dai Pesci all’Ariete- corrisponde il processo dell’addormentarsi dell’uomo, o processo di disincarnazione durante il quale il suo corpo astrale e l’«Io» abbandonano il suo corpo eterico e quello fisico, nella direzione dalle estremità al capo, muovendosi cioè macrocosmicamente, quindi dai Pesci all’Ariete.

 

   Tale percorso ci indica quindi il cammino  da Gesù a Cristo, attraverso le dodici Notti Sante. Simili a due maestose colonne si elevano nel Tempio dell’Anno le due feste invernali: Natale – Epifania. Esse stanno ad indicare la nascita dell’uomo e la nascita di Dio nella sfera terrestre; la nascita di Gesù di Nazareth e la successiva nascita, nei suoi involucri, del supremo spirito del nostro Cosmo, il Figlio Divino stesso, il Cristo. Fra queste due feste, simile ad una possente scala cosmica, si estendono le dodici Notti Sante, come dodici gradini ascendenti della coscienza universale, che uniscono l’umanità alla sfera della più alta spiritualità cosmica.

Da Gesù a Cristo

   In queste parole può essere caratterizzato tutto il significato di questo grande passaggio o ascesa, che conduce dal grado umano attraverso i nove gradi delle entità delle Gerarchie Spirituali, che governano tutta l’evoluzione della nostra Terra, ai più alti gradi dello Spirito Santo del Figlio divino, il Cristo, in quanto la loro influenza si manifesta nell’ambito del nostro Cosmo, ovvero nei confini che la sua sfera zodiacale abbraccia. In questo senso il cammino dal Natale all’Epifania può diventare per noi l’ascesa alla grande regione dell’Universo, dalla quale il Cristo è disceso sulla Terra: é una strada che ci conduce durante le dodici Notti Sante attraverso le dodici regioni dell’Universo stellare, dalla Regione dei Pesci che conserva in sé le origini dell’essere umano, fino alla regione dell’Ariete, attraverso le porte del quale il Cristo un tempo entrò nel Cosmo, dalla sfera suprema del Macrocosmo quella del Padre, la quale è situata oltre il cerchio dello Zodiaco. E’ un il cammino che conduce, attraverso le dodici regioni del cerchio dello Zodiaco, all’unione cosciente con tutte le Gerarchie del Cosmo.

 

   Le Notti Sante, indicano un cammino spirituale evolutivo dove si ricevono energie cosmiche e informazioni da elaborare durante l’anno successivo. In questo periodo particolarmente sacro, le forze archetipiche discendono in profondità nella Terra e in tutti gli esseri viventi per rilasciare le loro energie vitali, connesse ai diversi aspetti dell’essere umano (fisico, eterico, astrale, spirituale) e alle gerarchie zodiacali, ognuna delle quali favorisce una specifica facoltà interiore, come di seguito elencato. Ogni notte ed ogni giorno possiamo quindi, semplicemente,  meditare ed attuare tali facoltà.

 

24 dicembre- Pesci: umiltà

 

25 dicembre- Acquario: accettazione del destino

 

26 dicembre- Capricorno: mantenere saldi gli ideali

 

27 dicembre – Sagittario: non lasciarsi ingannare dalla materia

 

28 dicembre – Scorpione: trasformazione dell’Anima

29 – 30 dicembre –  Bilancia: trasformazione del Corpo Vitale

 

31 dicembre –  Vergine: trasformazione del Corpo Fisico

 

1 gennnaio – Leone: coraggio del sacrificio

 

2 gennaio –  Cancro: creazione dell’Armonia

3 gennaio – Gemelli: amore come atto di libertà

 

4 gennaio – Toro: contemplazione dello Spirito Santo

 

5 gennaio – Ariete: entità del Cristo

Per approfondire le dodici facoltà si può visitare il sito:

13 Notti Sante: Entità del Cristo

 

 

 

Luigina Marchese

Le Notti Sante -seconda parte-

 

 

“Mille volte potrebbe nascere il Cristo a Betlemme, ma se non nasce in te pure, sei perduto in eterno”.

Angelo Silesio

 

La Scienza dello Spirito insegna che le Notti Sante che vanno dal 24 dicembre fino alla notte fra il 5 e il 6  gennaio sono momenti particolarmente fecondi e ricchi di energia spirituale: le Gerarchie Celesti sono più vicine a noi. In modo particolare questo avviene la notte del 31 dicembre, nel minuto tra le 24.00 e le 00.01. In quel minuto i nostri desideri vengono accolti dalle Gerarchie Spirituali e ci vengono resi durante il corso dell’anno.  Da queste notti così particolari  possiamo cogliere frutti che ci accompagneranno per l’anno a venire. In queste dodici notti, che poi in realtà sono tredici, occorre quindi piantare dei semi, ripensare il passato e immaginare il futuro, senza dimenticare il presente, perché l’uomo in tal modo, non vivrà solo nell’attimo presente, ma  nell’eterno. Rudolf Steiner, il 21 dicembre 1911,  si espresse in questi termini: “Senza che ciò sia, invero, un sapere della scienza attuale, esistono queste Dodici Notti Sante, come fissate dalle segrete, sagge profondità dell’anima dell’Umanità, come se volessero dire: sentite tutta la profondità della festa del Cristo ma poi immergetevi durante le dodici Notti Sante nei segreti più santi del Cosmo! Cioè nella regione dell’Universo dalla quale il Cristo è disceso sulla Terra”.

 

 

Ecco allora di seguito  il lavoro spirituale sulle Notti Sante proposto

da Michel Joseph

 

Le 12 Notti Sante – che vanno anche considerate come giorni – si snodano dal 24 dicembre (la sera di Natale) al 6 gennaio (Epifania). Sono dunque in realtà 13, cioè 12+1. Questo insieme rappresenta un organismo che si colloca tra i due anni, uno “spazio” di essere o di coscienza o ancora di vita che dimora libero sotto le leggi abituali del cosmo. Ề dunque un periodo molto particolare nel quale l’interiorizzazione della coscienza, l’intimità del cuore, giungono alla più grande forza e chiarezza. Questo periodo che vede anche le forme cristallizzarsi – per esempio nei cristalli di neve ma anche nelle sementi nella profondità della terra – riflette sia i 12 mesi passati sia i 12 mesi a venire. Ề un momento molto particolare perché è come uno specchio che il cosmo porge all’uomo che vi vede riflesso il suo passato e il suo avvenire. Per questa ragione è particolarmente propizio alle osservazioni del presente nelle quali alla visione retrospettiva (bilancio dell’anno trascorso e anche dei 12 anni che precedono) si unisce, si mescola la visione prospettica (preparazione di ciò che accadrà nei prossimi 12 mesi ed anni).

 

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La chiave è la seguente: il 1° giorno corrisponde al primo mese trascorso (gennaio) e all’ultimo (dicembre ). Prepara nello stesso momento l’ultimo mese dell’anno a venire (dicembre) e il primo (gennaio). Così allo stesso modo per il secondo (febbraio-novembre), il terzo (marzo-ottobre), ecc. sino al dodicesimo per dicembre e gennaio. Nel sesto giorno abbiamo il sesto e il settimo mese e al settimo giorno il settimo e il sesto mese: qui i due movimenti si incontrano, si sovrappongono e si incrociano.

In altre parole nella seconda parte delle 12 Notti Sante si rivedono gli stessi mesi, ma da un tutt’altro punto di vista: l’impulso dell’avvenire e quello del passato si incontrano di nuovo. Quanto alla 13esima notte e al 13° giorno (Epifania), si verifica l’unità superiore dell’insieme delle dodici: qui può essere operata la sintesi della totalità. Ề l’avvento della 13esima notte nella quale le dodici si riflettono: il battesimo di Gesù nel Giordano. Quindi, per ogni giorno e ogni notte

1) Presente -Notate in poche righe il sogno, le immagini, le ispirazioni, le idee nuove che vi sono venuti, qual era l’ambiente della giornata trascorsa, l’avvenimento importante, il o gli incontri interessanti, ed eventualmente che cosa accade intorno a voi e anche nel mondo.

2) Passato -Ritrovate l’avvenimento importante, l’ambiente, gli incontri, gli impulsi di ognuno dei due mesi dell’anno passato corrispondenti a questo giorno, e anche quali avvenimenti accadevano in questi due mesi intorno a voi o nel mondo.

3) Avvenire -Cercate le risonanze, i legami possibili tra ciò che è accaduto nella giornata (presente) e quello che avete trovato nel passato e che gli corrisponde. Quando ne avete colti a sufficienza, mettetevi in rapporto con i due mesi corrispondenti dell’anno a venire: è una sorta di ascolto di ciò che germoglia in silenzio. Una volta fatto, portate verso il futuro le risonanze che avete scoperto immaginando da lì, delle forme e dei colori che esprimono per ciascuno dei due mesi le qualità d’essere che vorrete sviluppare. Queste sono in un certo senso le risposte per gli atti e gli avvenimenti del passato, come un dipinto nel quale nuovi motivi si compiono portando su un piano più elevato e più vasto ciò che era ancora solo uno schizzo imperfetto. Voi offrite in un atto libero le immagini del presente al passato affinché quest’ultimo, liberandosi dei suoi ostacoli, delle sue pastoie, divenga avvenire.

Le Notti Sante -prima parte-

http://antroposofiahoy.jimdo.com/las-doce-noches-santas/

https://luiginamarchese.wordpress.com/2015/12/05/le-tredici-notti-sante/

A completamento di quanto sopra, aggiungiamo in italiano le indicazioni date  da Rudolf Steiner a un suo discepolo, con le relative meditazioni, segno per segno, di Kristina Kaine.

   

Le Dodici Notti Sante, a partire dalla notte fra il 24 e il 25 dicembre, sono simboli per dodici forze dell’anima che vivono in noi. E questa indicazione è valida per sempre, non solo per le notti sante. In queste notti, le più buie dell’anno, siamo più vicini allo Spirito del Sole, ora Spirito della Terra, e questo significa che il sole spirituale splende all’interno della terra e illumina tutto di dentro. È necessario vivere queste notti in consapevolezza. È importante che almeno la prima notte (24 dicembre) si resti svegli fino a tardi. Occorre cercare di essere interiormente consapevoli della santità del tempo. È importante eseguire i compiti quotidiani senza perdere di vista questa realizzazione. Con l’esperienza delle dodici Notti Sante seminiamo germi di vita per i prossimi 12 mesi. Pertanto questi 12 giorni sono importanti: se per esempio abbiamo sbagliato il primo giorno, allora abbiamo posto un seme che, nel primo mese, germinerà negativamente. Dobbiamo cercare di trascorrere 12 giorni santi correttamente, secondo la legge, così lavoriamo alla nostra rinascita e non perdiamo inutilmente gli anni della nostra vita.

 

Notte Santa 1

24-25 dicembre – Capricorno

Questa Notte Santa è la notte in cui Cristo è nato nell’anima e l’anima chiede: “Può la mia anima essere liberata, salvata, redenta con tutte le mie debolezze, i miei difetti e le mie passioni?”
Simbolo: la stalla di Betlemme in povertà e umiltà in cui sarebbe nata la Luce del mondo. La voce del silenzio entra nell’anima e insegna ad affermare con gioia il bene che si trova in noi stessi e negli altri.
L’anima cerca il mistero in una foresta buia e senza strade.
Lo Spirito Divino nasce nella Materia; l’Alfa ed Omega si toccano  e si crea la vita.

Riflessioni di Kristina Kaine:
Osiamo guardare il buio della nostra anima? I pensieri oscuri, i sentimenti cupi e la nostra volontà debole ed indecisa? Questa è la nostra stalla. Viviamo in un mondo che ci condurrebbe nell’affascinante e seducente locanda, celando la stalla lontano da noi. Se permettiamo che questo accada, il nostro Io non nascerà nella nostra anima.
Il nostro Io Sono è l’Alfa ed Omega; esisteva all’inizio e lo faremo nascere alla fine. Questo è il nostro scopo; è parte di ciò che siamo. Possiamo solo comprendere il mistero, impegnandoci con il nostro Io Sono, che è il motivo per cui “l’anima cerca il mistero in una foresta buia e senza strade. È buio perché non facciamo splendere la luce del nostro Io Sono nella nostra anima, e perché evitiamo di andare lì dove non ci sono strade. Se abbiamo il coraggio di andare nella stalla daremo vita a chi siamo veramente. La stalla è la nostra vita su questa terra. Se siamo in grado di accettare questo, e guardare nella nostra anima oscura con la luce del nostro Io Sono, le difficoltà della nostra anima spariranno come per magia. Poi non avremo nulla da temere.

Notte Santa 2
25-26 dicembre – Aquarius

 

Notte di Giovanni. L’aquila dell’anima sale alto con le sue ali e guardando indietro da una grande altezza, osserva la propria vita. E ora l’uomo riconosce le leggi del karma.
Il Mistero: la scelta del sentiero stretto e difficile o del percorso ampio e facile.
Per coloro che sono nati dalla carne è difficile trovare il percorso dello spirito.

 

Riflessioni di Kristina Kaine
Come possiamo arrivare abbastanza lontano da noi stessi per vedere il quadro generale della nostra biografia? Solo su ali d’aquila! L’aquila è quella che può volare più alto. Quindi da questo punto di osservazione privilegiato possiamo vedere che la nostra vita si svolge come noi stessi l’abbiamo progettata prima di incarnarci. La nostra vita è come sollevare pesi; è come se avessimo messo molti pesi sulla barra, necessari per aumentare la nostra forza. Naturalmente noi ci lamentiamo, ma al tempo stesso abbiamo i nostri occhi sul piano. Il piano è quello di diventare un individuo autorealizzato che non fa affidamento su altre persone o divinità. Diventiamo autosufficienti. Se potessimo guardare ad ogni singolo incontro della nostra vita con questo atteggiamento, la via stretta e difficile sarebbe allo stesso tempo larga e facile. Quindi veramente sapremmo che l’obiettivo è quello di amare come Giovanni l’Amato amò e fu amato. Mentre sperimentiamo le nostre stesse difficoltà sappiamo che ogni altra persona ha anche difficoltà. Perché dovremmo parlare loro duramente? Perché dovremmo criticarli? Perché dovremmo concepire pensieri su di loro che non avremmo il coraggio di esprimere loro? Se possiamo prendere la prospettiva dell’aquila proviamo compassione per ogni singola anima che sta svolgendo la propria biografia. Proveremo anche compassione per noi stessi. Così ci troviamo come il Buddha che ha visto dietro l’illusione superficiale la realtà la vera identità di ogni persona.

 

Notte Santa 3
26-27 dicembre – Pesci

Ora seguono le 3 notti del giglio bianco.

L’anima riconosce che non può rimanere in cima, che sarà di nuovo tirata indietro verso il basso, perché ha in se stessa troppo peso terreno.
La mente cosciente comincia a purificare il corpo terreno e presuppone che ogni cibo è come viatico (provviste per un viaggio).
Io sono il pane (parole di Gesù Cristo).
Veniamo dal pane, viviamo nel percorso di sviluppo del pane e torniamo al pane.
Il mistero: non dimenticare mai il conseguimento degli obiettivi nel lontano esodo nel Regno Terreno.

                                    Riflessioni di Kristina Kaine
Il giglio simboleggia l’anima che trova il suo Sé Superiore, il suo Io Sono. Questo è il lavoro che abbiamo intrapreso. Facciamo questo lavoro nella nostra vita ordinaria di tutti i giorni, nelle nostre attività, ma anche nei nostri pensieri e sentimenti. In questo modo noi purifichiamo la nostra anima e l’aiutiamo a ritrovare il suo stato verginale. L’Io Sono può nascere solo da una vergine che ha riacquistato la sua verginità. Questa nascita comporta sempre la morte, la morte di tutto ciò che è impuro. Questo è il motivo per cui il giglio è associato con la morte, perché la morte arriva con ogni nuova vita. Questo processo di morte e rinascita avviene continuamente nella nostra anima. Sentimenti irritanti possono essere sostituiti in un attimo; muoiono e vengono sostituiti da nuovi sentimenti. Lo stesso con pensieri di giudizio e le motivazioni egoistiche… non che non dovremmo averne, ma siamo in grado di esercitare il controllo su di essi con la nostra volontà. Questa è la libertà che viene fornita con il nostro Io Sono. Siamo liberi di scegliere di sentire, pensare e agire in qualsiasi modo che noi vogliamo. Ogni volta che pensiamo cattivi pensieri sulle persone noi abusiamo della nostra libertà. Inoltre, togliamo loro libertà di essere quello che sono. È l’amore, l’amore dell’anima vergine per il suo Io Sono – figlio, che porta con sé la vera libertà. Poi sappiamo che l’Io Sono è il pane, l’unica forma di nutrimento di cui abbiamo bisogno. Allo stesso tempo, il pane, che è il nostro cibo più semplice, ci permette di vivere su questa terra rendendo così possibile per noi integrare il nostro Io Sono. Noi dobbiamo farlo qui. Questo è l’obiettivo  a cui stiamo lavorando. Se non integriamo il nostro Io sono, l’umanità non ha futuro. Molto dipende da noi.

Notte Santa 4
27-28 dicembre – Ariete

Purificare consapevolmente il corpo astrale (anima).
Le antipatie e le simpatie si trasformano in amore. L’Amore zittisce le passioni e i desideri. La forza di Cristo ci illumina e ci fortifica nelle nostre battaglie con Lucifero e Arimane per la nostra metamorfosi.

Mistero: il lavoro personale deve essere messo al servizio di tutti per il bene di tutti. L’arcangelo Uriel ci pone davanti a uno specchio in cui vediamo noi stessi come siamo.

                                Riflessioni di Kristina Kaine
Gli esseri umani hanno un corpo astrale, ma la maggior parte delle persone non ne sono realmente consapevoli. Da bambini, quando dicevamo che avevamo fame, le nostre madri non ci dicevano “Questo è il tuo corpo astrale che ti dice che il tuo corpo fisico ha bisogno di alimenti.” Oppure, se dicevamo che eravamo stanchi, lei non diceva “Questo è l’allentamento del tuo corpo astrale.” Se siamo in grado di introdurre queste idee, allora il nostro pensiero sarà molto più in contatto con il nostro corpo astrale.

Con questa consapevolezza potremo sperimentare la nostra semi-cosciente abitudine di provare simpatia e antipatia – ma chiamiamola per quello che realmente è: amore e odio. Se noi reagiamo alla durezza della parola odio allora questa è l’antipatia del nostro astrale. Anche l’amore può essere simpatia astrale. Se vogliamo affinare le nostre risposte astrali abbiamo bisogno di superare questa risposta automatica di simpatia e antipatia.

L’amore che silenzia passioni e desideri è imparziale, non ama per un perché …. Questo amore, agape, vede in profondità l’altra persona e vi trova Cristo in quanto egli dimora interiormente in ogni persona, a partire dal momento del Golgota. Questo crea una sorta di reazione a catena. Quando qualcosa che è rimasto inosservato viene visto, esso si risveglia, diventa attivo, come il giglio che spunta fuori dal bulbo. È come se noi attivassimo Cristo all’interno di ogni altro riconoscendo silenziosamente la sua presenza in noi. Poi abbiamo il coraggio di guardare nello specchio di Uriele e vedere noi stessi come realmente siamo. Che cosa vediamo? Cristo! Tutti i nostri difetti rientrano in prospettiva. Vediamo che sono una parte necessaria della nostra biografia e con questa consapevolezza noi ci amiamo. Amarci tira fuori il nostro amore per gli altri. Poi i tentatori, Arimane e Lucifero, possono fare il loro lavoro – li sentiremo tirare il nostro astrale per mezzo di simpatia e antipatia, dandoci in questo modo l’opportunità di resistere loro. Nella misura in cui li vediamo giocare il loro gioco, e ci rifiutiamo di giocare, questo dà origine alla nostra metamorfosi.

Notte Santa 5
28-29 dicembre – Toro

Purificare consapevolmente il corpo del pensiero.
Disciplinare il pensiero, concentrandosi sulle cose positive, trasformando le colombe nere del pensiero in colombe bianche, perché il nostro pensiero può essere paragonato a una colombaia quando non si dispone di alcuna disciplina. Dobbiamo imparare a chiudere la colombaia quando giungono pensieri negativi e strani..

Mistero: Il Tempio è purificato da Cristo.

Riflessioni di Kristina Kaine
Il pensiero è l’attività più consapevole nella nostra anima. Il sentimento è sognante ed il volere è profondamente addormentato. Ciò che conta del pensiero è che dobbiamo pensare attivamente, e dobbiamo pensare riguardo il pensare. In altre parole, dobbiamo pensare, riflettere su i pensieri che abbiamo. Non tutti i nostri pensieri sono nostri. Non tutti i nostri pensieri hanno senso se ci soffermiamo a pensare veramente su di essi.

Le colombe nere sono i pensieri che entrano nella nostra mente quando è assente. Questi sono i momenti in cui diventiamo pigri nel nostro modo di pensare. Diventiamo pigri nel pensare quando accettiamo le idee degli altri, invece di pensare qualcosa tramite noi stessi. O quando non pensiamo qualcosa adeguatamente e correttamente.
Quando non pensiamo attivamente, quando non occupiamo noi il nostro pensiero – che richiede sforzo – creiamo spazi vuoti nelle nostre menti. La semplice osservazione del mondo, in particolare della natura, ci dice che i vuoti vengono sempre riempiti da qualcosa.

Quindi cosa riempie il vuoto nella nostra mente, quando il nostro pensiero non è abbastanza attivo? Lucifero e Arimane entrano nel nostro cervello come parassiti e pensano i loro pensieri lì. Questo è il motivo per cui dobbiamo chiudere la “colombaia”. In caso contrario, i pensieri strani e negativi occuperanno la nostra mente – anche pensieri negativi su coloro che sono vicini a noi.

Se siamo in grado di fare spazio alla forza di Cristo nel tempio del nostro essere, Cristo lo purificherà di tutte le negatività. Poi possiamo amare, amare veramente, gli altri esseri umani, ciò significa chiudere la “colombaia” alla nostra negatività, al giudizio e ai pensieri di discordia. Anche il più semplice pensiero negativo sulle azioni o sulle parole di un’altra persona, la danneggia.

Possiamo fermare questi pensieri sin dal loro formarsi e sostituirli con idee di comprensione e di amore. Per esempio, se si legge qualcosa che qualcuno ha scritto e su cui  non concordiamo, la più pura risposta è dire a noi stessi: “Io non capisco questo, rimarrò aperto a questa idea, nella speranza che io possa finalmente capirla.” Questo è il pensiero disciplinato, puro e pieno d’amore.

Notte Santa 6
29-30 dicembre – Gemelli

Ora seguono le tre notti della spada.

La Notte di Pietro, la notte della consacrazione della spada.
Ognuno di noi ha forgiato la propria spada di discernimento. Ognuno di noi con la forza della volontà spirituale deve unire l’eterno, l’immortale con il perituro, in modo da riconoscere la verità.
Mistero: riunire il Figlio di Dio con il Figlio dell’Uomo – l’Unità.

Riflessioni di  Kristina Kaine
Pietro è il discepolo che colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Allora Gesù lo rimproverò di interferire con il suo viaggio verso la croce. Subito dopo Pietro mentì riguardo la sua conoscenza di Gesù.
Quante volte lo facciamo oggi nella nostra vita? Noi desideriamo  essere in grado di agire nel modo giusto in ogni situazione, ma a volte non va a finire in questo modo. Questo è importante! Non è qui che in realtà abbiamo preso coscienza della nostra volontà? Noi sperimentiamo la nostra volontà nella nostra azione e poi di nuovo nel nostro rammarico. Poi possiamo esercitare la nostra volontà a calmarci in modo che noi stessi non siamo consumati da quello che è successo.

Ne consegue che se non avessimo mai fatto nulla di male non saremmo consapevoli della nostra volontà. Parte del nostro processo di diventare il Figlio dell’uomo, di dare vita al nostro Sé, la nostra piena umanità, è quello di utilizzare la nostra volontà con consapevolezza. Impegnarsi con questo processo il più consapevolmente possibile è il nostro compito attuale.

Può essere scoraggiante pensare di fare questo lavoro e si potrebbe essere portati a rimandare. Tuttavia, se si può solo osservare la nostra volontà, anche nelle più piccole cose, un risveglio avrà luogo. La difficoltà principale è quando cerchiamo di farlo solo da un punto di vista terreno. Non possiamo conoscere la verità con la nostra mente terrena, perché la natura stessa della nostra mente terrena significa che abbiamo dimenticato la verità.

Verità, aletheia, significa “superamento del dimenticare”. Noi siamo in grado di superare il nostro “dimenticare” solo quando Cristo riempie il nostro Io Sono, ed il Figlio dell’Uomo si unisce con il Figlio di Dio dentro di noi. Solo allora avremo la forza di vedere la verità, di non dimenticare più. Tutto comincia con i piccoli momenti di presa di coscienza del nostro modo di usare la nostra spada, la nostra volontà.

Notte Santa 7
30-31 dicembre – Cancro

Il serpente all’elsa della spada. Saggezza. Dedicarsi a letture elevate. È la notte del grande comandamento.

Mistero: Chi governa la tua anima? Chi è l’autore delle nostre azioni? Noi siamo liberi e dobbiamo rafforzare la buona volontà in noi.

Riflessioni di Kristina Kaine
Il grande comandamento è scritto nel Vangelo di San Giovanni: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” Gv 13,34

La saggezza è una cosa che si è sviluppata negli eoni, fa parte della fibra del nostro essere. Attraverso questa saggezza questa terra e la nostra essenza di esseri umani sono stati creati. Noi non siamo pienamente consapevoli di questa saggezza, la cerchiamo continuamente. Potremmo dire che la nostra ricerca della saggezza ci spinge a vivere su questa terra. Possiamo capire solo la saggezza, ed applicarla, attraverso il nostro Io Sono. Quindi potremmo dire che la saggezza ed il nostro Io Sono procedono di pari passo con la vita, come diventiamo consapevoli dell’uno così anche noi iniziamo a usare l’altro.

 Spetta a noi esprimere amore. Persino amare quando l’amore non viene restituito.
Dovremmo anche sempre porci la domanda: chi è il padrone della nostra anima? In ogni situazione della vita, chi governa la nostra anima? Troppo spesso è il serpente, quell’ego originale che ci ha servito così bene. Ora dobbiamo guidare il serpente nell’elsa in modo che sia sotto il nostro controllo. In questo modo il nostro Io Sono se ne fa carico e sperimentiamo la vera libertà. Essere in grado di amare veramente qualcuno con cui abbiamo un karma difficile è la vera libertà.
La buona volontà sorge nell’esistenza armoniosa di due opposti. Ciò suggerisce che abbiamo bisogno dei due opposti in modo che possiamo introdurre l’armonia. Il lavoro è nell’atto di creare armonia che è la nostra libera scelta, questa è la nostra buona volontà al lavoro.
È particolarmente importante che ci impegniamo nella notte di Capodanno (San Silvestro). In questa notte rilasciamo lo spirito del popolo, per un momento, e quello che pensiamo sarà preso dalle gerarchie superiori e riportato (a noi durante il corso dell’anno) come forza di realizzazione.

Notte Santa 8
31 dicembre – 1 gennaio – Leone

La croce sull’elsa della spada. Sacrificio. L’uomo con la spada del Cristo, spada di potere che non può far male, parla il linguaggio della verità. È notte di paura e di orrore.

Il Mistero: un cavaliere con la lancia della volontà e la spada della conoscenza ha un cane accanto a lui, come simbolo di obbedienza. Dietro di lui ci sono la morte e il diavolo. Ad un certo livello di conoscenza, un errore o una mossa sbagliata può portare rapidamente alla perdizione. La vittoria si ottiene grazie alla pienezza della divinità, con consapevolezza della responsabilità e fedeltà incrollabile dinnanzi ai compiti nella vita.

Riflessioni di Kristina Kaine
Quali idee abbiamo circa la presenza di Cristo in noi? È lui una luce, è lui un guaritore, è lui un protettore? Quante volte lo vediamo crocifisso in noi? Siamo pronti a sperimentare questa crocifissione o la rimandiamo o, peggio, diciamo che non avverrà dentro di noi?

Ogni dettaglio della vita di Gesù, il Cristico Uno, si svolgerà nel nostro essere. L’obiettivo stesso della registrazione nelle Sacre Scritture è quello di prepararci per l’esperienza. E assurdo pensare che Gesù l’ha sperimentato per noi. Ha aperto la strada in modo che noi potessimo davvero sperimentarlo.
Nell’immagine della Crocifissione dipinta da Giuliano di Simone possiamo individuare tutti i tipi di attività presenti nei nostri corpo, anima e spirito. C’è purezza e c’è violenza, azione e mancanza di azione, comprensione e mancanza di comprensione e così via. Al centro di tutto questo vi sono paura e orrore, se abbiamo il coraggio di guardare. Non possiamo negare che una crocifissione è orribile.

Possiamo accettare che la paura e l’orrore sono parte della vita? È attraverso la paura che diventiamo consapevoli di noi stessi. È attraverso il superare la paura che diventiamo consapevoli del nostro IO SONO. La vittoria arriva quando conosciamo il nostro Cristo interiore come realmente è.

Notte Santa 9
1 – 2 gennaio – Vergine

Ora a seguire le tre notti della corona.

Distacco – staccare l’intelletto dalle sue cure terrene. Questa è la notte santa in cui il sé inferiore si arrende in un desiderio di servire e di essere integrato.

Riflessioni di Kristina Kaine
Quali sono queste tre corone? Una corona significa sovranità. Quando abbiamo sovranità interiore potremmo guadagnare una corona per ciascuna delle tre aree su cui abbiamo il dominio.

La prima area da controllare è quella delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. Noi istintivamente esprimiamo i nostri sentimenti attraverso il nostro sé inferiore. In questo stato, siamo concentrati sul nostro benessere. Noi suoniamo la nostra melodia; suoniamo la nostra nota individuale spesso non armonizzandola con le note suonate da tutti quelli che ci circondano. O non suoniamo la nostra nota affatto perché le note suonate da altri ci soffocano.

Se siamo in grado di staccare il nostro intelletto dalle sue preoccupazioni terrene e pratiche liberiamo la nostra Immaginazione. L’Immaginazione è una facoltà spirituale di immensa importanza. Questo è il punto in cui ci eleviamo sopra la nostra anima e cominciamo a esprimere noi stessi attraverso il nostro spirito. Sperimentiamo la saggezza di ordine universale. Cominciamo a vedere gli archetipi universali viventi. Ci rendiamo conto di quanto il nostro stesso interesse potrebbe influenzare il vero ordine delle cose.

Ora cominciamo a sentire la corona sulla nostra testa e la responsabilità del bambino embrionale che è il nostro IO SONO. I nostri sentimenti egoistici vengono nobilitati rivelandoci immaginazioni spirituali del nostro vero Sé. Sentimenti antisociali e pensiero astratto dissolti in immagini viventi che aiutano a comprendere l’ordine del mondo. Questa certezza ha un’influenza stabilizzante su di noi e noi siamo in grado di integrare noi stessi più facilmente nel flusso della vita.

Notte Santa 10
2-3 gennaio – Bilancia
Ottobre

È la notte che viene dal servizio, il più grande sacrificio. Obbedire – Ascoltare.
Impariamo ad ascoltare la voce interiore e i segni del divino. Qualcosa di misterioso grida in noi attraverso varie incarnazioni, la sua chiarezza è aumentata con il sacrificio e la decisione.

Riflessioni di Kristina Kaine
Quanto bene si comprende il concetto di sacrificio? Molto spesso il nostro sacrificio nasconde una motivazione egoista. Per qualche ragione noi non capiamo che se noi diamo e diamo, questo gesto ci verrà restituito. Il dare, tuttavia, non deve essere motivato da quello che otterremo. Il vero sacrificio è motivato dall’amore.

Gli angeli amano. La loro intera esistenza è il sacrificio che è dedicato a noi, affinché possiamo diventare pienamente umani. “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio” 08:19 Rm
Angeli ci parlano. Possiamo sentire la loro voce, solo quando siamo in grado di usare la nostra facoltà di ispirazione spirituale. Questo udito interiore si presenta come una risposta al nostro impegno per comprendere il nostro pieno potenziale.

Questa audizione avviene quando ci impegniamo con i nostri Io Sono e pensiamo al di fuori del nostro corpo. Il nostro pensiero non ha più bisogno del nostro cervello, anche perché non si basa più su concetti ricordati; questo pensiero ha accesso al pensiero universale. In questo modo abbiamo posto la seconda corona sulle nostre teste. Cominciamo a capire che vita dopo vita abbiamo lavorato per questo obiettivo.

Ora, finalmente sentiamo le parole che abbiamo desiderato ardentemente di sentire, le parole di Cristo. Esse risuonano dentro di noi come un colloquio personale, “La pace sia con voi” per rimuovere qualsiasi allarme nella nostra anima. “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” come
un comandamento nuovo, quando non siamo sicuri di cosa fare. “Io sono con voi fino alla fine dell’età presente “, quando abbiamo paura e ansia. Tutto questo quando prendiamo la decisione

Notte Santa 11
03-04 gennaio – Scorpione

È l’undicesima notte. È la lotta con il Guardiano della Soglia.
Dobbiamo costruire in noi il mistero del castello del Graal. Dobbiamo professare lealtà verso l’Altissimo.

Riflessioni di Kristina Kaine
Possiamo accettare che Cristo è una forza viva che sta trasformando il nostro sangue nel suo sangue? Qual è dunque la differenza tra il nostro sangue e il suo sangue? Il sangue è l’espressione fisica del nostro Io Sono. È il nostro fuoco interiore. Come sappiamo, il fuoco può essere sia utile che dannoso. Allora ci si potrebbe chiedere come il sangue possa essere utile o dannoso.
Attraverso il nostro sangue, siamo collegati alla nostra famiglia, la nostra razza e la nostra nazione. È stato attraverso la purificazione della linea di sangue ebraico che Gesù poté nascere e diventare il primo uomo a portare la forza di Cristo nel suo corpo. Immaginate l’effetto che avrebbe avuto sul suo sangue. Poi, sulla croce, questo sangue fu da lui versato. Egli non lo tenne confinato alla sua razza ed al suo gruppo elitario. Lo versò e lo rese disponibile a tutti. Finché il sangue sarà limitato a un gruppo, saremo in guerra, quando il sangue sarà condiviso liberamente, saremo uniti attraverso la pace.
Ciò significa sciogliere la nostra presa sul nostro corpo fisico e vivere più frequentemente nel nostro corpo eterico. Il nostro corpo eterico diventa più leggero, più vibrante e spiritualizzato e la nostra sostanza fisica diventa meno densa. In questo modo il Santo Graal si forma all’interno del nostro essere, il nostro sangue diventa Cristico. Questo è quando incontriamo il Guardiano della Soglia, che ci mette alla prova per vedere se siamo pronti a gestire questa trasformazione. Come fa a valutarci? Osservando quanto bene uniamo il nostro sentimento, il nostro pensiero e la nostra volontà mentre guardiamo il dettaglio di tutte le nostre vite passate. Dobbiamo essere in grado di sopportare questo, se vogliamo progredire spiritualmente. Siamo in grado di sopportarlo solo se sperimentiamo la presenza del Cristo risorto che scorre nelle nostre vene.

Notte Santa 12
4-5 gennaio- Sagittario
Nella dodicesima notte si colloca la corona della lotta ai piedi del divino, perché abbiamo vinto la corona, ma questa lotta è stata vinta con l’aiuto e la grazia divina perché la grazia proviene dal flusso di una fonte che l’uomo con le proprie umane forze non può raggiungere. Ora riusciamo a fare un principio e una fine di un tempo senza spazio e ed uno spazio senza tempo. Tutto è eterno e santo ora.
Sagittario: le forze della perseveranza per raggiungere gli obiettivi o le finalità del cacciatore, da utilizzare in modo da poter ricevere il bene spirituale.
Quello che abbiamo conosciuto e accettato nelle dodici notti sante, dovremmo portarlo nella vita e spiritualizzare così la materia e l’anima.
Le dodici notti sante sono importanti per la vita e il destino di tutto l’anno. Possono piantare un seme di buona volontà.

 Riflessioni di  Kristina Kaine
La corona non è a nostro esclusivo beneficio. Se guadagniamo la corona la poniamo ai piedi di tutta la creazione. Se pensiamo che la corona sia nostra poiché abbiamo fatto lo sforzo e che dovremmo quindi raccoglierne i frutti, allora potremmo essere molto sorpresi di scoprire un giorno chi elargisce questi benefici.

La corona dell’umanità è l’IO SONO, e l’essenza dell’IO SONO è l’amore. “L’amore sopporta ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sostiene ogni cosa. L’amore non finisce mai” 1 Cor 13
Quando sperimentiamo questo amore noi siamo nell’eterno “tempo senza spazio e spazio fuori dal tempo”. Questa è l’esperienza dell’IO SONO. I confini scompaiono e ci troviamo nel nostro essere eterno.

Siccome abbiamo viaggiato attraverso queste dodici notti sante ogni barlume di verità che è giunta a noi è stata ricevuta dalla santa gerarchia e dalla divina Trinità, che si prendono cura di noi. Essi ricevono i nostri doni di comprensione e li rivelano per tutta l’umanità. In queste parole troviamo il malinteso che come esseri umani siamo moralmente obbligati verso Dio, o gli dei. Questo non è vero. Siamo liberi di guadagnare la corona, indossare la corona e offrire la corona a tutta la creazione. Possiamo portare questa conoscenza attraverso ogni giorno del prossimo anno.

Notte Santa 13
5-6 gennaio- Epifania

Siamo giunti alla 13a Notte Santa. Nella prima Notte Santa abbiamo celebrato la nascita di Gesù. Questa nascita ha risvegliato dentro di noi la memoria profonda di chi siamo veramente. Ciò significava che potevamo toccare la purezza del nostro essere come eravamo prima che ci fossimo mai incarnati in un corpo fisico. Abbiamo portato questo ricordo nel nostro cuore attraverso ogni incarnazione su questa terra. Dodici giorni fa l’abbiamo visto disteso come un neonato.

In questi dodici giorni ci siamo presi cura di questo piccolo bambino, usando la nostra immaginazione per nutrirlo, per dargli vita. Ora siamo arrivati alla notte in cui questo bambino, quella memoria innocente dentro di noi, è pronto a ricevere il Cristo Cosmico. Dal sole celeste sulle ali di una colomba arriva quel Cristo a cui abbiamo ardentemente anelato durante tutte le incarnazioni che abbiamo mai vissuto. Ora Cristo stesso può essere vissuto nel nostro essere, questo è il nostro battesimo, la nostra Epifania.

Abbiamo veramente capito che cosa significa avere la presenza del Cristo vivente in noi? In questa notte abbiamo l’opportunità di creare una immaginazione vivente di ciò che questo significa. Questo viaggio nel corso degli ultimi dodici giorni e notti, da Gesù a Cristo, ci ha cambiato per sempre. Noi lo porteremo nei nostri cuori attraverso i dodici mesi del 2018.

Si confronti

Cristo Widar e il problema della morte e del male

 

L’Entità Solare del Cristo  è sempre legata ai massimi eventi drammatici dell’esistenza dell’uomo sulla terra. Nell’epoca di cultura greco-romana, il Cristo venne per risolvere la grave condizione nella quale versava l’intera umanità sul significato e azione della Morte. Il  Cristo la risolve attraverso l’esperienza di morte del Gesù di Nazareth che egli abitava, trasfigurandola nella Resurrezione e quindi nella Vita. Nell’epoca presente il Cristo –nella veste angelica di Widar– si trova a doversi confrontare col Male, nelle sue varie forme: il Male che deriva da Lucifero, il Male che proviene da Arimane ed il Male estremo portato dagli Asuras. Non v’è nell’intero universo forza che possa contrastare e controbilanciare queste tre forme di Male che minacciano l’umanità. Solo il Cristo-Widar le può risolvere in quanto Essere Portatore del Sacro Amore Universale. Ci si può chiedere cosa significhi Cristo-Widar.

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Il Cristo, per potersi manifestare all’umanità, deve poter disporre di una “corporeità”, di un “corpo”: diversamente rimarrebbe non-manifesto e non-percepito, non-conosciuto. Durante l’epoca greco-romana, nel periodo più buio per le anime umane distaccate e allontanate dal divino fino al punto di divinizzare un essere umano, un imperatore, il Cristo dovette scendere di livello ed incorporarsi entro il “corpo fisico” di Gesù di Nazareth: solo così sarebbe stato visto e sperimentato: non vi era altra via. E siccome all’epoca il più grave problema per l’umanità –fin dai primi tempi della Grecia classica– era il problema della Morte, il Cristo dovette sperimentare la morte come Gesù, un uomo evoluto al massimo grado, ma uomo, per poter comprendere la Morte di un “corpo fisico” e  superarla, vincerla, rivitalizzando la morphé originaria di esso corpo fisico. Dalla Scienza dello Spirito si apprende che in origine il corpo fisico era spirituale, trasparente, senza peso materiale. Ma a causa della tentazione luciferica, esso non solo si “riempì” di materia, ma prese ad amare talmente il mondo fisico-sensibile, da unirsi sempre più fortemente con esso, minacciando così di morte anche la “divina morphé” originaria. Ma in questo modo l’uomo si sarebbe perso, svanito nel nulla, in quanto la sua forma –creazione delle Potestà-Elohim– si sarebbe via via sgretolata come le materie del corpo fisico e la creazione dell’Uomo vanificata. Così il Cristo decise di intervenire per sollevare l’umanità da quella minaccia. Però ovviamente doveva entrare in un corpo fisico umano, prima per poter conoscere la Morte e poi per vincerla nei confronti della “divina morphé fisica”. Ma un simile corpo doveva, di necessità essere della massima raffinatezza, nel senso della massima evoluzione spirituale allora possibile. Così, mediante la conservazione e il potenziamento del sangue attraverso 75 generazioni del Popolo Ebraico – secondo il Vangelo di Luca che risale fino ad Adamo – il corpo di Gesù di Nazareth si pose come il migliore possibile per venire investito della potenza solare dell’Entità del Cristo. E ciononostante, dopo i tre anni tale corpo si presentava del tutto folgorato dalla potenza divina che lo abitava. Ma la sua “morphé fisica” originaria di natura spirituale, venne salvata dalla potenza divina che ne aveva preso possesso, introducendo così nell’umanità la sacra morphé del “nuovo Adamo”, come la chiama Paolo di Tarso. A questo proposito, nella I^ epistola ai Corinzi – 15/42 e seguenti  egli scrive:

“…….Si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso; si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale e risorge un corpo spirituale”

“Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale: poiché sta scritto che l’ultimo Adamo, divenne spirito datore di vita>.”

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Questo evento di importanza fondamentale per l’evoluzione umana – pone in evidentissimo rilievo la “resurrezione”  Leggiamo le parole di Paolo di Tarso, I^ epistola ai Corinzi 15 / 12-14:

“Ora se si predica che il Cristo è resuscitato dai morti, come possono dire alcuni di voi che non esiste la resurrezione dei morti? Se non esiste la resurrezione dei morti, neanche Cristo è resuscitato. Ma se Cristo non è resuscitato, allora vana è la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede”.

La  comprensione profonda di ciò era vissuta in tutte le anime dei primi secoli cristiani. Ma successivamente, con l’avvicinarsi dell’epoca moderna, in un certo senso il significato originario è stato scansato, quasi occultato dalla “crocifissione”, dalle pene e sofferenze del “Gesù”, presentato al volgo molto spesso come un “povero uomo” emaciato, sanguinante, pieno di ferite e le sue sofferenze vissute “sentimentalmente” da milioni di fedeli. Nella omelia di presentazione di sé come nuovo vescovo di Milano, ed anche negli incontri catechistici, il cardinale Tettamanzi ha parlato solo di “Gesù” – del “Signore Gesù” – e mai del “Cristo”. E’ molto significativo! Non solo ma il suo predecessore Card. Martini ha scelto di ritirarsi in Terra Santa per vivere intimamente il Mistero del Golgotha. Ciò significa che si volge indietro, invece che guardare al Nuovo Mistero del “Ritorno del Cristo-Widar in veste eterica!”

Il motivo della “morte” fino al XV° secolo circa, veniva vissuto intimamente nell’anima e la sua proiezione esterna non costituiva ancora un “angoscioso problema” come nell’epoca moderna, dove la Morte è un fatto ed un’esperienza di tutti i giorni e di tutti i momenti. Tutte le dittature e segnatamente quelle bolscevica, nazista, maoista, cilena  e gli stermini in tutto il pianeta per motivi etnici o per rivalità tribali in Africa, sono fondamentalmente basati sulla “cultura della morte”, anche se inconscia. Il secolo presente deve “prendere coscienza” della Morte che si offre dovunque, per le strade, le città, i mari, per mille motivi. La Morte la vediamo davanti a noi e fuori di noi: è oramai un fatto oggettivo. Quale può essere il suo significato ed il suo compito? La Scienza dello Spirito può dare indicazioni decisive per la sua comprensione. In se stessa la Morte non ha alcuna essenza reale, ma solo strumentale. Se ad esempio devo dissodare un terreno per coltivarlo, adopero una vanga. Ma la vanga non è essenziale, serve solo per poter poi seminare e coi frutti del raccolto, nutrirmi: la nutrizione è essenziale, non la vanga. Così è per la Morte. Questa riguarda soltanto il dissolvimento del corpo fisico da un certo periodo storico ad un altro e poi non più: cioè da quando l’uomo ha avuto un corpo fisico materiale, ma né prima, né dopo. Tutte le materie si dissolvono e così il corpo. Quindi la Morte è un fenomeno transitorio, e strumentale, in quanto per mezzo del suo terribile significato per la coscienza media, offre all’uomo la possibilità di sviluppare “l’anima di coscienza”. E come? Acquistando la “consapevolezza” della sua transitorietà e necessità. Non è l’uomo animico-spirituale che muore di volta in volta lungo la serie di incarnazioni, ma solo la controparte fisico-materiale. E’ come cambiare vestito. Vado dal sarto che mi confeziona un abito: nascita del vestito. Poi col tempo si logora e un certo giorno decido di gettarlo via: morte del vestito. Ma io che l’ho indossato – e poi ne indosserò degli altri – non muoio col vestito e così non muoio col corpo fisico: entrambe non sono che “strumenti” che hanno una funzione da svolgere e basta. Grazie a questo vestito-corpo-fisico, l’uomo poté acquisire la “coscienza di sé”, la “coscienza di essere un IO di natura spirituale”. Se guardo un uomo, non potrò mai dire che ciò che vedo, cioè il corpo fisico, “è un uomo”, ma solo un’immagine – illusoria in quanto peribile – che mi dice che in essa vive un’anima ed uno spirito, che sono il vero uomo. Ora il corpo materiale ha il compito di dare la “coscienza all’IO” diversamente non raggiungibile. Di norma non si ha coscienza del proprio corpo. ma se si passa dinanzi ad uno specchio, ecco che l’immagine ci viene rimandata e la conosciamo. Così, l’Ostacolo-specchio, rappresentato dal corpo, sveglia tale coscienza. In fondo di giorno siamo desti poiché le innumeri impressioni-percezioni ci tengono svegli: ma esse sono pur sempre “ostacoli” e “mezzi”. Ma poi una volta acquisita tale coscienza di sé – ed è per l’eternità – il corpo non ha motivo di essere, in quanto ha svolto il suo compito. La Morte è lo “strumento” per mezzo del quale l’uomo raggiunge questo traguardo. Non solo, ma anche per procedere oltre nella sua evoluzione e conquistare gli organi superiori della sua natura, secondo il piano divino originario. La terra evolverà in un pianeta diverso dal presente, ma di natura eterica, cioè non materiale. Un corpo fisico non avrebbe alcuna ragione di esistere in tale pianeta. La materia in quanto tale dovrà dissolversi: e le presenti e future condizioni di esso, ne sono una testimonianza. Le misure ecologiche di mantenimento di uno stato di “salute planetaria ideale”, per quanto da un verso encomiabili, non hanno senso. Se delle specie animali –o anche razze umane– scompaiono per necessità evolutive, il volerle mantenere a tutti i costi, è un’azione contraria all’evoluzione stessa, che dovrà contemplare un dissolvimento, una lenta e progressiva scomparsa dei “corpi fisici” degli esseri viventi sulla terra e non una loro mummificazione. L’uomo giunge alla consapevolezza che il mondo è regolato da potenza universali preposte alla “vita” ed alla “morte”: sviluppo e decadenza, fiorire e appassire. Tutto il mondo soggiace a questa polarità. Ed ora dovrà regolare la propria vita, la propria attività, le proprie imprese, le amicizie, i legami affettivi, proprio tutto, secondo tale legge del “nascere e morire”. Rendersi conto che “nulla” può essere eterno in senso fisico materiale: e accogliere entro la sua “coscienza” tale stato di fatto e prevedere sempre una “involuzione” accanto alla “evoluzione” di tutto quanto intraprende. Cosa non semplice. Già la scienza nega una evoluzione che non sia quella della “specie”, e considera l’uomo sempre uguale a se stesso per i secoli passati e futuri. In questo una suprema illusione: il progresso perenne. La vita è perenne nello spirituale e transitoria in quello materiale. Così l’uomo vive “sub specie aeternitatis” nel mondo spirituale – dove è di casa – e di tanto in tanto scende sulla terra per evolvere: ed in questo periodo del mondo, per mezzo del corpo fisico-materiale. Se io contraggo, ad esempio, un rapporto di amicizia con qualcuno, devo sapere “a priori” che esso avrà uno sviluppo positivo seguito da un altro negativo. L’amicizia potrà terminare, oppure anche trasformarsi. La vita è veramente colma di questi esempi – esempi di Morte – che però “svegliano la coscienza”. Di solito i rapporti finiscono: segno di incapacità di operare una tempestiva e preveggente metamorfosi degli stessi. La Morte è comunque sempre presente. Quanti mai “pensieri” – ad esempio – nascono e muoiono in una giornata: per non parlare poi dei “sentimenti” il cui carattere mutevole è simile all’atmosfera. E quindi anche quante “attività” nascono e muoiono allo stesso modo. Siamo “intessuti” di Morte, come anche di “Vita”. Solo che la Morte “sveglia” essendo un duro e atroce “ostacolo” da superare: mentre la Vita addormenta. E gli ostacoli, come sappiamo, “risvegliano la coscienza”: fanno dell’uomo un “IO cosciente, consapevole”, uno “spirito attivo e creante”.

Ora venendo al Cristo, dobbiamo pur ammettere che per l’epoca moderna è altrettanto necessario che un’altra “corporeità” – ma questa volta “eterica”, poiché il Cristo poté abitare un corpo “fisico” solo una sola volta – venisse preparata nel mondo superiore, eterico, naturalmente. E questa Entità Angelica, ben conosciuta nella mitologia germanico-nordica, si chiama Widar: Widar il Silenzioso, come viene chiamato nell’Edda e nel Crepuscolo degli Dei e che si sta preparando per il suo futuro compito. Rudolf Steiner traccia un quadro sintetico dei principali fatti mitologici dell’Edda nell’ottava conferenza di “La missione delle singole anime di popolo”. E nell’ultima poi parla di Widar con le parole:

“Quest’altro elemento (le forze per la moderna iniziazione) è conosciuto dalla mitologia germanico-nordica. Essa sa che esiste la “figura eterica” in cui deve incorporarsi la figura eterica del Cristo, che noi rivedremo…”

“Chi conosce l’importanza di Widar e lo sente nella propria anima, si renderò conto che nel XX° secolo potrà essere data di nuovo agli uomini di vedere il Cristo. Widar ci sarà nuovamente davanti: quel Widar che è comune a tutti noi nell’Europa centrale e settentrionale. Nei misteri e nelle scuole occulte, Egli venne tenuto segreto come un Dio che soltanto in avvenire avrà la sua missione”.

La sua preparazione ebbe termine, se così si può dire, intorno agli anni ’33 del XX° secolo: e per questo motivo si rese possibile la sua “percezione” spirituale da parte degli uomini preparati o favoriti dal loro destino personale. Così è in atto un nuovo “Mistero del Golgotha”, diciamo così: un nuovo “sacrificio” del Cristo per fronteggiare il Male che è il motivo dominante di questa nostra epoca. Ciò significa che il Male non deve venire evitato, come spontaneamente le anime umane tentano in ogni modo, ma “vissuto e sperimentato” attivamente, nel recare male ad altri, e passivamente, nel doverlo subire da altri. Diversamente la tentazione luciferica non avrebbe alcun senso. Il suo scopo è stato chiaro:

“Sarete come Dio e conoscerete il bene ed il male”.

Queste sono le parole pronunciate dal serpente tentatore – Lucifero – nel paradiso terrestre. Quindi già in questo vi era il Male: è importante rendersene coscienti per tutti coloro che credono il Paradiso Terrestre essenzialmente puro. E venendo ai giorni nostri, che il Male si sia presentato – e si presenti – in tutte le forme possibili, è esperienza di tutti i giorni. Per mezzo del “confronto col male” nelle sue varie forme: luciferica, arimanica e asurica, sarà possibile per l’anima umana di sperimentare il Cristo; e questo si renderà via via sempre più evidente, essendo Egli l’Unico Reale Oppositore e Restauratore di Equilibrio per mezzo dell’Amore. Ora, che Egli sia continuamente “crocifisso” animicamente-spiritualmente, è anche esperienza quotidiana. In Palestina non venne riconosciuto, come oggi non viene riconosciuto. Ha trovato – e continua a trovare – tutte le forme possibili di opposizione in atto, dalle religioni, dalle scienze, dai costumi ateo-materialistici; dagli occultismi vari che tentano di negarne-cancellarne l’esistenza: che portano a sviluppare una chiaroveggenza “atavica-visionaria”  che colmerà loro l’anima di illusioni potenti e false che la condurrà in un’atroce distretta, fino al riconoscimento del Suo Avversario, in una disastrosa fatale illusione di aver trovato finalmente l’atteso Messia-Cristo! Con l’Ascensione il Cristo nel “corpo di resurrezione glorificato” si espande nell’atmosfera terrestre in attesa del Suo ritorno, così come descritto negli “Atti degli Apostoli”, nelle epistole di Paolo e nell”Apocalisse. L’atmosfera della terra, l’aura eterica della terra, è l’ambito entro il quale il Cristo vive da quell’epoca. Osserviamo ora cosa mai non accade in questa atmosfera come elemento di fortissimo disturbo: migliaia di aerei volano giorno e notte con rumore assordante; centinaia di satelliti; ogni tanto esplosioni nucleari; onde radio ed elettriche che rivestono la terra come un manto; il WWW che è appunto una Web, una ragnatela informatica entro la quale la terra intera è avvolta: la contaminazione atmosferica da vari gas venefici, e così via. Si può agevolmente intravedere il potentissimo attacco subdolo delle tre Potenze Avverse. In una simile atmosfera – ci si chiede – è ancora possibile percepire etericamente il Cristo nella veste di Widar? Atmosfera pervasa da radiazioni-oscillazioni-vibrazioni di tanti tipi, che ne impediscono la percezione? La terra, vista dal di fuori, pulsa come un “gigantesco motore”, le cui vibrazioni si espandono nell’atmosfera disturbandone le vibrazioni eteriche. Come si potrebbe intendere un confronto col Male in senso cristico? Non è assolutamente pensabile una posizione vetero-testamentaria del rispondere al Male con altrettanto Male:

“…….richiederai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, ustione per ustione, ferita per ferita, lividura per lividura”. (Esodo 21/23,24,25)

I Vangeli ci danno indicazioni diverse:

“Avete inteso che fu detto agli antichi:”non uccidere”: chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma IO vi dico: chiunque si adira col proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: “stupido”, sarà sottoposto al sinedrio. E chi gli dice “pazzo”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna”

“Mettiti presto d’accordo col tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice, il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!”

“Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. Se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, Tagliala e gettala via da te..”

“Avete inteso che fu detto:”Occhio per occhio, dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al Maligno. Anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra. E a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lasciagli anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito, non volgergli le spalle”.

“Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe,il Padre vostro celeste le perdonerà anche a voi. Ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”

“Non giudicate per non essere giudicati: poiché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e la misura con la quale misurate, sarete misurati”.

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Matteo 5/…….)

E Paolo Apostolo:

“Nell’ira non peccate; non tramonti il sole sulla vostra ira” (Epistola agli Efesini 4 /26)

Si possono evidenziare due aspetti:

  • il non-resistere
  • il perdonare – aspetti eminentemente cristiani. “Beati i mansueti, perché erediteranno la terra” E’ evidente che le parti seguono il precetto vetero-testamentario, non riconoscendo il Cristo. Ma così non v’è alcuna speranza di rappacificazione, che può derivare solo dal “perdonare”: e in questo è chiaramente presente il Cristo come Amore.  “Non resistere al Maligno”. Chiaramente è detto che vi è un “portatore” del Male, e non bisogna resistergli, ma tentare una trasformazione interiore. In altre parole, il Male è qualcosa che vive nelle più profonde fibre dell’anima umana, instillatovi dagli Oppositori, affinché attraverso la sua esperienza e assunzione interiore, venga trasformato in bene. Lo scopo ultimo è quello della “formazione dell’anima cosciente”. La scena di questo dramma è sempre e solo l’anima umana, la quale ha in sé “tutte le al male” come motivi-spinte interiori possibili. Ogni uomo “sente” di essere in grado di compiere qualsiasi misfatto: questo nella sua “disposizione interiore”. Che poi non lo compia dipende dalla sua moralità. E’ opera dira di Entità spirituali, con lo scopo di “mettere alla prova” l’anima umana, e dal confronto far sorgere la “consapevolezza dell’entità del Male”, normalmente vissuto come in sogno. Diversamente come si potrebbe immaginare il Bene senza conoscere prima il Male? quindi non è possibile né concepibile eliminarlo, ma certo “trasformarlo”. L’anima umana, in sostanza, è colma di tali esseri elementari dell’uno e dell’altro tipo: diciamo della simpatia e antipatia, amore e odio. Non è possibile eliminarli o distruggerli, ma ben trasformarli, oppure sostituirli. Ma tale sostituzione significa il conseguimento di un livello “morale” superiore, raggiunto a costo di gravi e severe pratiche di autoeducazione. E da questo livello la “metamorfosi del Male in Bene” diventa un atto non più soltanto ipotetico ma reale, con enormi conseguenze per l’evoluzione della terra.      Lucifero è il Grande Portatore di Luce che aiuta l’uomo a portare tutta l’essenza dei mondi superiori entro quello sensibile. Le grandi opere d’arte, di conoscenza-saggezza e filosofia ad esempio, non sarebbero mai sorte senza l’appoggio di Lucifero. Tutto quanto l’uomo fa, traendolo dalla propria “egoità”, lo deve a Lui. Arimane invece aiuta l’uomo a portare nei mondi superiori tutto quanto compie qui nel mondo sensibile. L’esperienza interiore di una costruzione, ad esempio una macchina, andrebbe perduta senza il Suo aiuto. Quindi, quel che proviene da Arimane non è né buono, né cattivo: dipende dalle intenzioni di chi opera e dal rapporto con Arimane stesso. Un suo compito specifico sta nel “portare la morte” nei regni della natura in primo luogo; e poi in tutta l’evoluzione che non può essere sempre progrediente.  In sintesi si può dire:- Nell’anima intellettiva si è inserito Arimane in epoca atlantica inducendo l’uomo a falsi giudizi sulla realtà della materia, errore e menzogna. Tutto questo si attua già in larga misura nell’agone sportivo, del quale Rudolf Steiner diceva ancora nel 1923:   “La generale inclinazione dell’occidente di staccarsi del tutto dal corpo eterico e curare solo il corpo fisico, rappresenta l’aspetto peggiore del materialismo, quello veramente pericoloso. Il materialismo del pensiero (teorico) non è il più dannoso. Lo è invece quello che porta l’uomo intero a degradarsi fino allo stadio animale”.- Nel leninismo, maoismo e marxismo radicale come ad esempio in Cambogia, Corea del Nord.   L’uomo si crederà discendente dall’animale e si comporterà come tale, come da tantissimi esempi si può notare. L’anima cosciente alberga l’IO. Ma tale coscienza dell’IO non si attua senza il mezzo del corpo fisico. E’ oramai chiaro che l’IO si attua nel pensare. Ma la “coscienza dell’IO” si raggiunge per il mezzo del corpo fisico. Quindi senza corpo fisico, nessuna coscienza dell’IO. In questa condizione è fortemente soggetto agli spiriti asurici che si sono stabiliti entro la sua anima cosciente, quindi l’IO è direttamente attaccato. Di qui la terribile minaccia che esso venga a poco a poco sottratto dagli esseri asurici e quindi perduto per la futura evoluzione della terra. Non solo, tutto quanto si fa con l’intenzione segreta di raggiungere una “immortalità fisica” :sospensione crionica della vita, trapianti e soprattutto clonazioni, che impegnano soltanto il “corpo fisico” dell’uomo tenendolo “separato” dall’animico-spirituale, sono i mezzi di cui quelle Potenze si servono per stornare l’umanità dalla giusta evoluzione “umana”. “La nostra battaglia infatti non è contro creature di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli Spiriti del Male che abitano nelle regioni celesti”. Chiarissimo! Si è parlato di Lucifero appartenente alla Gerarchia Arcangelica; di Arimane che fa parte della gerarchia delle Potestà; e degli Asuras che sono Principati rimasti indietro nell’evoluzione: proprio come Paolo scriveva agli Efesini. Questo è il senso primo e ultimo del “manicheismo” inteso nella sua accezione reale, e non quanto più tardi è stato spesso detto in proposito.- .Questo è quanto oggi “va fatto”: tutto il resto, per quanto lodevole, è pura archeologia o soltanto parole. Non è più consentito invocare Gesù sentimentalmente, come oramai si fa nelle chiese, e rivolgersi a Lui in quella miserevole veste nella quale viene presentato e che fa di Lui, non il Vero Grande Salvatore e Terapeuta, il Trasformatore della Terra Suo Dominio; ma nella veste di un “pover’uomo” emaciato, disfatto, sofferente, che sembra chiedere aiuto anziché donarlo: un insulto al Vero Essere del Cristo! -Le Potenze ostacolatici hanno avuto buon gioco sulle anime, anche in quelle di coloro che non dovrebbero mai cedere, per ridurre la Santissima Sacra Figura del Dio Cristo in quella povera veste! Possano queste considerazioni essere un invito a svegliarsi dal lungo sonno nel quale tanti, troppi uomini sono immersi.
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