Caino e Abele

 

Conferenza di Rudolf Steiner del 10 giugno 1904 – OO 93 sulla Leggenda del Tempio

Traduzione di Sergio Solinio dall’inglese.

    Se prendiamo i 5 libri del Pentateuco, troveremo molte cose che indicano lo sviluppo dell’umanità dall’Epoca Lemurica. La storia di Adamo ed Eva e i loro discendenti non deve essere presa letteralmente, in maniera ingenua. Vi chiederei di prendere in considerazione che nel Pentateuco, in Enoch, nei Salmi e in certi capitoli importanti dei Vangeli, nella Epistola agli Ebrei e certe Epistole di Paulo e nell’Apocalisse, troviamo interamente il lavoro di Iniziati; di modo che in questi scritti ci è doveroso cercare un significato occulto. Se la Bibbia non è proprio letta senza pensare, molte cose diventano chiare. E mi piacerebbe portare la vostra attenzione a qualcosa che può facilmente essere trascurata, ma deve essere presa piuttosto letteralmente se dobbiamo constatare che niente è senza significato nella Bibbia e che è piuttosto facile che questo significato ci sfugga.

Si prenda la prima frase dal 5 capitolo della Genesi: “Questo è il libro delle generazioni dell’uomo. Nei giorni che Dio creò l’uomo, lo fece a Sua Somiglianza; lo creò maschio e femmina e lo benedì, e gli dette il nome di Adamo, nel giorno che lo creò. E Adamo visse 130 anni, e generò un figlio a sé somigliante, secondo la sua immagine; e lo chiamò Seth”:

Si deve prendere la resa letterale. Lo stesso Adamo fu chiamato semplicemente un uomo. Fu creato maschio-femmina; non ancora sessualmente definito. E come fu creato? A immagine di Dio.

E inoltre, nella seconda frase, “ e in molti e molti anni Adamo generò un figlio Seth, a sua immagine”. All’inizio del tempo di Adamo abbiamo uomini che assomigliano a Dio; alla fine del tempo di Adamo secondo la somiglianza di Adamo, seconda una somiglianza umana. Prima, l’uomo era fatto simile a Dio: più tardi simile ad Adamo. Quindi abbiamo, in partenza, esseri umani che sono tutti simili in apparenza e tutti creati secondo l’immagine di Dio. E si propagavano con mezzi asessuati. Dobbiamo essere chiari sul fatto che tutti conservavano la stessa forma che avevano all’inizio, in modo che il padre assomigliava al figlio e il nipote anche somigliava al figlio. Cosa fu che fece cambiare l’umanità, che la fece differenziare? E in che modo cambiò? Attraverso il fatto che due furono coinvolti nella propagazione. Il figlio o la figlia assomigliavano al padre per un verso, e alla madre per altro verso.

Ora immaginate di avere una razza di persone che erano originariamente simili a Dio in apparenza e che si propagavano non con mezzi sessuali, ma asessuali: i discendenti sono tutti apparentemente simili ai loro antenati. Non c’è miscuglio di razza. La prima differenziazione avvenne nel periodo di Seth. Ma tra i tempi di Adam e Seth qualcos’altro avvenne. Ossia, prima della transizione da Adamo a Seth altri due nacquero, che erano rappresentanti importanti: Caino e Abele. Essi vennero nel mezzo e rappresentano uno stato di transizione. Essi non nacquero al tempo quando la propagazione aveva già preso un forte carattere di sessualità. Possiamo dedurlo dal significato dei nomi Caino e Abele. Abele è lo stesso che “pneuma” in Greco, che vuol dire “spirito”, e se guardiamo a questo dal punto di vista della sessualità, esso denota una carattere decisamente femminile. Caino, d’altra parte, significa quasi letteralmente “il mascolino”, in modo che in Caino e Abele i principi mascolino e femminino si confrontano l’un l’altro. Non ancora ad un livello organico: essi tendono a differenziarsi ad un livello spirituale.

Originariamente l’umanità era maschile-femminile. Più tardi fu divisa in un genere maschile e in uno femminile. Il maschio, la razza più materiale, fu rappresentata da Caino, la femmina, più spirituale, da Abele-Seth. Una differenziazione è avvenuta. Che è simbolizzata nelle parole: “Abele era un guardiano di pecore, ma Caino un coltivatore della terra” (Genesi 4, 2)

“Terra” (Boden) ha il significato di “piano fisico” in tutti i linguaggi antichi e le tre condizioni globali del piano fisico sono: la terra solida, l’acqua e l’aria. “Caino era un coltivatore della terra” nel senso originale significa: egli imparò a vivere sul piano fisico, divenne un uomo del piano fisico. E questa era la caratteristica maschile. Consisteva nell’essere forte e robusto per essere capace di coltivare il terreno e dopo ritirarsi di nuovo dal fisico ai piani più alti.

“Abele era un guardiano di pecore”. Come pastore si accetta la vita che il Creatore gli ha regalato. Non si coltivano le greggi, si prendono in cura. Perciò Abele è il rappresentante del sesso che non raggiunge la spiritualità attraverso lo sforzo individuale del conoscere, ma lo riceve solo come rivelazione dalla Divinità e quindi se ne prende solo cura. IL custode delle greggi, il guardiano di ciò che è stato posto in Terra, quello è Abele. Quello che crea le cose da sé, quello è Caino. Caino fonda le basi del suonare lo zither e altre arti (Genesi 4, 21-22).

Quindi sopravviene un contrasto nella loro attitudine verso la Divinità. Abele riceve dallo spirito e offre il meglio, i frutti più alti dello spirito. Dio guarda all’offerta di Abele con soddisfazione – naturalmente, perché è quello che Lui Stesso ha donato alla Terra. Caino fa una scelta diversa. Dà a Dio i prodotti della sua propria intelligenza. E ciò si rivela come qualcosa di estraneo alla natura di Dio, perché è qualcosa che l’uomo ha raggiunto per mezzo della sua propria libertà.

Caino è il tipo d’uomo che aspira alle arti e alle scienze. Ciò non ha niente a che fare con la divinità tanto per cominciare. Una verità profonda è qui espressa. Chi ha un’esperienza occulta sa che le arti e le scienze, nonostante abbiano reso libero l’uomo, non lo conducono allo spirito. Piuttosto sono le cose che lo conducono lontano da ciò che è veramente spirituale. Le arti sono scaturite dall’essere interiore dell’uomo, ed hanno la loro origine nel piano terreno. Questo non attira immediatamente la divinità. E’ ciò che produce il conflitto che sorge, quando il fumo dell’offerta di Abele, lo spirito impiantato sulla terra da Dio in persona, è accettato dai mondi divini, ma il fumo dell’offerta di Caino è respinta e rimane sulla terra. Quello che è autonomamente prodotto rimane sulla terra, come l’offerta di Caino.

Questo è anche lo stesso del contrasto tra maschio e femmina. La femmina è ispirata da ciò che è ricevuto direttamente da Dio. “Lo Spirito” è ottenuto attraverso la concezione. Ciò che Caino deve offrire è il lavoro umano sullo stesso piano fisico. Questo è il contrasto tra spirito femminile e maschile. E’ qui che questi sono opposti uno all’altro alla base.

L’Uomo non è solo un essere fisico ma è spiritualmente sia maschio che femmina nello stesso tempo, è sia quello che riceve e che consente di essere ispirato sia quello che lavora sulle ispirazioni e le unisce attraverso il suo intelletto. Queste due funzioni vennero ora separate – possiamo vedere il maschio e femmina semplicemente con un simbolo da ora in poi – da ora in poi il principio di ispirazione fu trasferito a quelli che erano come Abele, che rimasero pastori e preti. Non fu trasferito ad altri. Questi altri si dedicarono alle cose mondane della scienza e delle arti e si limitarono essenzialmente alle attività terrene.

Ciò non si sarebbe potuto avverare senza che un cambio avvenisse nell’essere umano. Mentre l’uomo era ancora maschio-femmina, era impossibile per lui separare la saggezza spirituale dalla conoscenza scientifica. Solo attraverso una definitiva separazione dei sessi il cervello dell’uomo poté essere portato al punto dove poteva funzionare. Il cervello diventò maschio, la natura più profonda femmina. L’Umanità può essere produttiva solo attraverso la sua natura fisica. Attraverso di questa, l’umanità produce qualcosa – cioè, i discendenti. Ma uno spirito, in quanto connesso col cervello, è maschio e limitato alla produttività sul piano fisico. Perciò Caino e Abele sono i rappresentanti di questi due modi di pensare.

Attraverso questa separazione, accadde che nella propagazione della specie umana la discendenza cessò di essere solo una copia identica ai genitori e diventò differenziata. Più grande si fece l’importanza del sesso, più differenziazione ne risultò. Se stessimo trattando di una propagazione puramente asessuata allora la nuova generazione assomiglierebbe in tutto a quella vissuta prima. Nessuna variazione ci sarebbe nella sequenza delle generazioni. Una variazione risulta solo quando c’è una miscela. E come fu resa possibile questa miscela? Attraverso il fatto che l’elemento mascolino si legò alla terra. Caino fu quello che diventò un coltivatore della terra e la trasformò.

Questa differenza esteriore nelle generazioni non sarebbe avvenuta nell’uomo se una parte dell’umanità non fosse discesa sul piano fisico. Non era più come era stato prima quando la propagazione era discesa sull’umanità dai piani più alti. Qualcosa fu ora introdotta nella creazione dell’uomo perché egli aveva estratto qualcosa dalla terra. Ora l’uomo assume la somiglianza di ciò che ha vinto per sé stesso sul pano fisico e lo porta su con lui ai piani più alti. Il fisico è il marchio di Caino. Il piano fisico e l’effetto che ha sull’uomo è il marchio messo addosso a Caino.

Ora l’uomo è totalmente unito alla terra, cosicché c’è un contrasto tra Caino e Abele, un contrasto tra i Figli di Dio e i figli del piano fisico, tra la generazione di Abele-Seth che sono i Figli di Dio e la generazione di Caino, i figli del piano fisico.

Capirete ora come mai l’episodio di Caino e Abele cada nel periodo tra Adamo e Seth. Un nuovo principio penetrò nell’umanità, il principio dell’eredità, il peccato originale che consiste nell’essere dissimili alla generazione vissuta prima.

Ma rimane ancora qualche figlio di Dio. Non tutti quelli che appartengono alla linea di Abele furono eliminati. E ora capiamo ciò che accadde quando alla domanda: “Dov’è Abele, tuo fratello?” Caino rispose “Sono io il custode di mio fratello?” Nessun uomo avrebbe detto ciò precedentemente. Ciò può essere detto da una comprensione che reagisce anche se verbalmente allo spirituale. Ora il principio della lotta, dell’opposizione, si aggiunge al principio d’amore; ora nasce l’egoismo: “Sono io il custode di mio fratello?”

Quelli che ancora rimasero della linea di Abele erano Figli di Dio, essi rimasero simili al divino. Ma ora dovettero difendersi contro la loro entrata nella sfera terrena. E da questo risultò ciò che doveva diventare il principio dell’ascetismo tra quelli che dedicarono le loro vite al servizio di Dio. Diventò peccato per quelli che si dedicarono a Dio avere qualcosa a che fare con quelli che si erano impegnati agli affari della terra. Fu un peccato quando i Figli di Dio videro le figlie dell’uomo che erano belle e le presero in moglie; presero in moglie le figlie di Caino.

Da questa unione venne fuori una razza di uomini che è quasi mai menzionata nei libri pubblicati del Vecchio Testamento, ma se ne fa solo cenno; è una razza che non è percepibile agli occhi fisici. E’ chiamata “Rakshasas” in linguaggio occulto ed è simile agli “Asuras” degli Indiani. Consiste di esseri demoniaci che sono realmente esistiti una volta e che agirono seduttivamente sulla razza umana e ne causarono la caduta. Questo accoppiamento dei Figlio di Dio con le figlie dell’uomo produsse una razza che lavorò in maniera particolarmente seduttiva sui Turani, i membri della quarta sottorazza degli Atlantidi, e portò alla distruzione dell’umanità. Qualcosa fu preservata e portata oltre nel nuovo mondo. Il Diluvio è l’inondazione che distrusse Atlantide. Gli uomini che vennero sedotti dai Rakshasas sparirono per gradi.

Ora devo dirvi qualcosa che vi apparirà in ogni caso straordinaria, ed è particolarmente importante. E’ stato un mistero occulto per il mondo esterno per molti secoli e sembrerà incredibile per molti, ma ciononostante è vero. Vi posso assicurare che ogni occultista si è spesso convinto della sua verità attraverso quella che io chiamo la Cronaca dell’Akasha.

Questi Rakshasas erano esseri reali, essi esistevano veramente – attivamente ed effettivamente – quali seduttori dell’umanità. Essi continuarono ad influenzare i desideri umani fino al tempo in cui il Cristo si incarnò in Gesù di Nazareth e lo stesso principio del Buddhi si fece presente in un corpo umano. Ora lo potete credere o no: questo è qualcosa che ha un’importanza cosmica, un significato che va al di là del piano terreno. Non è per niente che la Bibbia lo esprime così: “Il Cristo discese alle Porte dell’Inferno”. Non furono esseri umani che Egli incontrò lì, Egli si confrontò con esseri spirituali. I Rakshasas furono con ciò portati in uno stato di paralisi e letargia! Essi allo stesso tempo furono tenuti sotto controllo affinché non si potessero muovere. Essi potevano solo lamentarsi in questa maniera perché erano tenuti in opposizione da due lati. Ciò non sarebbe stato possibile se non ci fossero state due nature combinate in Gesù di Nazareth: da una parte la natura dei vecchi Chela, profondamente connessa al piano fisico, che poteva anche lavorare sul piano fisico con efficacia e attraverso il suo potere lo poteva tenere in equilibrio; dall’altra parte c’era il Cristo Stesso che era un essere puramente spirituale. Questo è un problema cosmico che è fondamentale per la Cristianità. Qualcosa accadde allora nella Sfere Occulte; fu il dissolvimento dei nemici dell’umanità che ha la sua eco nella Saga dell’Anticristo, che fu messo in catene ma farà la sua apparizione di nuovo, se non opposto ancora una volta dal principio Cristico nella sua primaria forza.

Tutto lo sforzo occulto del Medioevo fu diretto all’annullamento dell’effetto dei Rakshasas. Quelli la cui visione si estende al piani più alti hanno da tempo predetto che il momento in cui questo può accadere potrebbe essere la fine del XIX secolo, alla transizione tra il XIX e il XX Secolo. Nostradamus che lavorava da una torre aperta ai Cieli, che portò soccorso durante la Grande Peste, era capace di predire il futuro. Egli scrisse un numero di versetti profetici nei quali si può leggere della guerra del 1870 e diverse profezie su Maria-Antonietta che si sono già avverate. In queste Centurie di Nostradamus (Centuria 10, 75) la seguente profezia può essere trovata: alla fine del XIX Secolo un Fratello di Ermete verrà dall’Asia e porterà unità all’umanità. La Società Teosofica non è altro che l’avverarsi di questa profezia di Nostradamus. L’annullamento dei Rakshasas e il ristabilirsi dei Misteri Primitivi è lo scopo della Società Teosofica.

Sapete che il Cristo Gesù rimase sulla terra per dieci anni dopo la Sua morte. La Pistis Sophia contiene gli insegnamenti teosofici più profondi. E’ molto più profonda del “Buddismo Esoterico” di Sinnett. Gesù si è incarnato sempre di nuovo (l’Io di Zarathustra, NdT). Il suo compito era di rinnovare la saggezza dei Misteri. Non è solo un fatto di interesse culturale o storico, ma è un fatto che vi devo descrivere, che è ben conosciuto a tutti gli occultisti, e cioè, la lotta contro i Rakshasas. Capite che c’è un profondo ed importante segreto occulto che giace nascosto qui.

Voi potreste chiedere: perché ciò è detto in una forma allegorica e non dichiarato apertamente? Devo qui ricordarvi che i grandi maestri dell’umanità come Mosè, i Rishi Indiani. Ermete, Cristo, i primi Maestri Cristiani, tutti aderirono alla reincarnazione. E questa maniera allegorica di comunicare la Saggezza aveva una buona ragione. Quando, ad es., il Sacerdote Druido parlava di “Nifelheim” o “Ymir il Gigante” e così via, ciò non era, naturalmente, solo un pezzo di poetico folklore. Piuttosto, era perché egli sapeva che ciò che stava allora trasmettendo al suo discepolo nella forma di favola lo avrebbe, quando lo spirito si fosse reincarnato, preparato a capire la verità in una forma più completa. Non era fede, ma conoscenza, che ispirava queste favole, cioè, l’esperienza della reincarnazione. Persino il rinnegamento della realtà della reincarnazione – dal terzo secolo A.C. in poi – fu fatto sulla presupposizione della reincarnazione, perché c’era l’intenzione di far compenetrare l’uomo profondamente nel Kama-Manas in maniera tale che tutta la sua vita spirituale fosse assorbita dall’incarnazione. Per tale ragione la Cristianità non ha auto conoscenza della reincarnazione per 1500 anni. Se negassimo ancora all’uomo la conoscenza della reincarnazione negheremmo a lui questa conoscenza per la seconda volta. Questo, tuttavia, sarebbe un grande peccato, un peccato contro l’umanità. Ma negarla per la prima volta fu necessario, affinché il valore della singola vita tra la nascita e la morte fosse riconosciuto.

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